Il mondo in mano
ai bambini è un albo illustrato

La studiosa di letteratura per l’infanzia Giorgia Grilli analizza il nuovo trend di nonfiction inaugurato da “Mappe”, con lo spostamento dall'insegnamento alla scoperta
March 5, 2026
Il mondo in mano
ai bambini è un albo illustrato
Una tavola da "Mappe. Un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo", di Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinska, pubblicato da ElectaKids
Succede nel 2012 quando Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinska, due talentuosi grafici e illustratori polacchi, pubblicano Mappe, un volume che trasforma quello che avrebbe potuto essere un semplice atlante, un manuale standard di geografia, in un’avventura straordinaria attorno al mondo in cui le grandi tavole illustrate a doppia pagina piene di dettagli curiosi e originali sulla storia, l’economia, gli usi e i costumi, i personaggi e la cultura dei diversi Paesi e continenti del mondo diventano nelle mani dei giovanissimi lettori materia vivace e accattivante da osservare ed esplorare. Un inaspettato successo planetario con vendite, edizioni e traduzioni al top ma ancor prima un cambio di passo sostanziale, il segnale evidente che a cominciare dal primo decennio degli anni Duemila molte cose stavano cambiando nel mondo editoriale della divulgazione per l’infanzia. A cominciare dall’idea che bellezza e conoscenza potevano fare un tutt’uno. Situato tra un prima e un dopo nel mondo della nonfiction, il caso editoriale di Mappe apre la poderosa ricerca di Giorgia Grilli L’incanto del mondo. Bellezza e conoscenza negli albi illustrati nonfiction (Donzelli, pagine 288, euro 35,00), uno studio sulla rivoluzione degli albi illustrati di divulgazione per l’infanzia, punto di arrivo di un ampio lavoro iniziato nel 2018 da un gruppo di studiosi del Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, con la partnership della stessa Fiera del libro per ragazzi di Bologna grazie alla quale i ricercatori hanno potuto ricevere dagli editori di tutto il mondo i volumi più innovativi in catalogo dall’inizio del nuovo millennio, mapparli, studiarli e confrontarli con quelli della divulgazione più tradizionale.
Docente di letteratura per l’infanzia e storia dell’illustrazione presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna e co-fondatrice del Centro di ricerche in letteratura per l’infanzia (Crli), Giorgia Grilli delinea un nuovo corso che va oltre la semplice innovazione formale, un trend dell’editoria per l’infanzia a livello internazionale di titoli “non convenzionali”: volumi di dimensioni inconsuete, forme eccentriche, testi sintetici e ridotti al minimo spesso per niente descrittivi, e illustrazioni d’autore, sorprendenti ed espressive che raccontano più di quanto potrebbero fare le parole. «Oggetti editoriali», suggerisce Giorgia Grilli, frutto di ingegnose ideazioni e progettazioni frutto del lavoro creativo di chi ha in mente in prima battuta non tanto certi contenuti da trasmettere quanto un oggetto «pensato per essere attraente, oltre che illuminante rispetto a certi fenomeni della realtà. Un oggetto prezioso in quanto tale: da vedere, sfogliare, tenere in mano, esplorare, con cui giocare, immaginare, sognare, oltre che utile a conoscere qualcosa del mondo reale».
I nuovi nonfiction picture book non vogliono insegnare qualcosa nel senso più tradizionale del termine, trasmettere nozioni e idee, verità da apprendere, piuttosto aprire strade alla conoscenza, fare domande, non dare risposte. Coinvolgere il lettore in un gioco di ricerca ed esplorazione reso accattivante dalla loro bellezza, presupponendo che la conoscenza e il sapere si acquisiscono meglio se insieme al cervello e alla ragione sono chiamati in causa piacere, meraviglia, immaginazione, suggestione, emozione. Niente a che vedere con i tradizionali manuali illustrati di divulgazione, in cui le figure apparivano come un’appendice a corredo del testo cui si affidava la vera funzione istruttiva. La novità della divulgazione contemporanea è che l’estetica non è più una qualità accessoria, che la forma è diventata sostanza e che attraverso l’arte si aprono altri sguardi e altre prospettive perché il mondo illustrato con arte è diverso e sorprendente ogni volta che qualcuno lo illustra. E c’è anche altro: il ribaltamento di testo e immagini, spiega Giorgia Grilli, «incide sul modo con cui i bambini conosceranno il mondo e sull’oggetto stesso della loro conoscenza». Ecco perché osservare e studiare la divulgazione per l’infanzia significa incrociare un tema educativo e filosofico che «riguarda noi, il mondo e il nostro rapporto con esso, conoscitivo, ma anche poi affettivo ed etico». Se la bellezza ci salverà possiamo solo sperarlo accettando la sfida di raccontare cose importanti del mondo, attraverso l’arte. L’arte capace di rendere più complesse le cose, di mettere in discussione le definizioni rigide. Anche quando prende la strada della divulgazione.

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