Luoghi dell'Infinito e le “Devozioni moderne”
Processioni e street art, Maradona e il digitale: il numero 314 della rivista, in edicola da oggi, è dedicato ai ritorni e alle trasformazioni della devozione

Guardata con sospetto, relegata tra le cose obsolete che non osiamo gettare, talvolta ridotta a souvenir folkloristico, la devozione ha resistito a ogni tentativo di elisione e oggi riemerge. Cambiano le forme, resta la forza che la muove: quella degli affetti. Ripopola le strade, abita il digitale, racconta il desiderio di incantamento dell’uomo più ancora che del divino. Il numero 314 di Luoghi dell’Infinito, rivista di arte, cultura e itinerari di “Avvenire”, in edicola e in digitale da oggi, racconta il tempo delle devozioni moderne.
Apre lo speciale Alessandro Deho’ accompagnato dalle fotografie della festa del Sinulog, nelle Filippine, di France Leclerc: candele, incenso, reliquie, processioni diventano memorie rigenerate, gesti liberati da feticismi, appunti per una poetica della devozione che non indulge al sentimentalismo ma si radica nella Parola. Con Devozione e secolarizzazione Pierangelo Sequeri, accompagnato dalle immagini delle chiese altoatesine di Davide Perbellini, interroga la parola stessa “devozione”, tra il “votarsi a” e il trasporto affettivo. La devozione autentica custodisce la forza degli affetti disinteressati e può sconfessare le “devozioni tristi” della secolarizzazione, mostrando che il fenomeno non si esaurisce nella religione ma attraversa i legami della comunità.
Apre lo speciale Alessandro Deho’ accompagnato dalle fotografie della festa del Sinulog, nelle Filippine, di France Leclerc: candele, incenso, reliquie, processioni diventano memorie rigenerate, gesti liberati da feticismi, appunti per una poetica della devozione che non indulge al sentimentalismo ma si radica nella Parola. Con Devozione e secolarizzazione Pierangelo Sequeri, accompagnato dalle immagini delle chiese altoatesine di Davide Perbellini, interroga la parola stessa “devozione”, tra il “votarsi a” e il trasporto affettivo. La devozione autentica custodisce la forza degli affetti disinteressati e può sconfessare le “devozioni tristi” della secolarizzazione, mostrando che il fenomeno non si esaurisce nella religione ma attraversa i legami della comunità.

Andrea Galli prende le mosse dal Santo Cáliz di Valencia, tradizionalmente identificato con il calice dell’Ultima cena. Tra indagini archeologiche, studi storici e persistenza del culto, il servizio segue il modo in cui una reliquia concreta continua a interrogare insieme fede e verifica documentaria. Raffaele Nigro racconta le forme della devozione popolare in Lucania e le processioni con grandi macchine costruite con candele. La devozione popolare è anche oggetto dell’arte contemporanea: Alessandro Gallicchio legge l’opera di Adrian Paci PilgrIMAGE, dedicata all’immagine della Vergine condivisa tra Gennazzano e Scutari, in Albania.
Con lo street artist Igor Scalisi Palminteri i santi tornano sulla strada. I suoi murales utilizzano come modelli persone reali dei quartieri di Palermo. San Benedetto il Moro, Sant’Erasmo, Santa Rosalia diventano figure che parlano di accoglienza, ferite e coraggio. Alessandro Beltrami riflette come i santini e immaginette, pur nella loro estetica kitsch, mantengono viva la nostalgia dell'icona antica attraverso un legame affettivo, intimo e famigliare. La loro forza risiede, paradossalmente, nell'anonimato e nell'assenza di autorialità.
Con lo street artist Igor Scalisi Palminteri i santi tornano sulla strada. I suoi murales utilizzano come modelli persone reali dei quartieri di Palermo. San Benedetto il Moro, Sant’Erasmo, Santa Rosalia diventano figure che parlano di accoglienza, ferite e coraggio. Alessandro Beltrami riflette come i santini e immaginette, pur nella loro estetica kitsch, mantengono viva la nostalgia dell'icona antica attraverso un legame affettivo, intimo e famigliare. La loro forza risiede, paradossalmente, nell'anonimato e nell'assenza di autorialità.

La trascendenza si è fatta largo tra le pieghe dell’algoritmo. App di preghiera, influencer, rosari online: la nuova frontiera della fede tra metamorfosi, rischi e nuove grammatiche: lo raccontano il sociologo Massimiliano Padula e il fotografo Simone Cerio in Spirituale digitale. Marco Sammicheli, direttore del Museo del Design italiano alla Triennale di Milano, osserva come nell’epoca della produzione di massa l’attenzione del mondo della creatività ai codici e all’immaginario del rito tocca scale ampie e inedite, con una riscrittura costante, e a tratti sorprendente.
Nell’epoca del pericolo di Alessandro Zaccuri analizza come nei momenti segnati da crisi e incertezza riemergano linguaggi devozionali: gesti minimi, segni, invocazioni che non cancellano il rischio ma lo attraversano.
Nell’epoca del pericolo di Alessandro Zaccuri analizza come nei momenti segnati da crisi e incertezza riemergano linguaggi devozionali: gesti minimi, segni, invocazioni che non cancellano il rischio ma lo attraversano.

La devozione è una categoria ideale per interpretare forme proprie della modernità di massa. Davide Re indaga le forme laiche della venerazione musicale, mentre Giuliano Zanchi, con le fotografie di Marco Previdi, racconta come il calcio è divenuto un contenitore sociale per l'energia del sacro, sviluppando liturgie e cattedrali proprie della cultura post-secolare. Questo sport sublima il conflitto in rito collettivo, configurandosi come l'ultima grande rappresentazione sacra del nostro tempo. Chiude lo speciale Santo Maradona di Stefano De Matteis: l’esplosione del culto del “pibe de oro” a Napoli è il frutto sincretico di sentire del popolo e iperturismo. E racconta molto dell’universo della devozione e delle sue trasformazioni.

Apre la sezione "Arti & Itinerari" Edward Weston, fotografia in purezza di Francesca Orsi, dedicato alla limpidezza formale del grande fotografo americano, in mostra a Torino. Milano celebra lo scultore Paolo Troubetzkoy, noto per aver immortalato la Belle Époque con opere vibranti che rifiutano la levigatezza accademica. Lo racconta su Luoghi la storica dell’arte Elena Pontiggia.
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