«Ecco la parrocchia che vorrei»: i ragazzi fanno il loro Consiglio pastorale

di Giuseppe Muolo, inviato a Cisterna di Latina
A Cisterna di Latina si è svolto un “Consiglio pastorale straordinario” (alla presenza del vescovo Crociata) animato da bambini e adolescenti. Nella memoria di Martina e Alessia Capasso, loro coetanee, uccise nel 2018
March 1, 2026
Il vescovo Crociata (al centro) con i partecipanti al Consiglio pastorale dei ragazzi a Cisterna di Latina
Il vescovo Crociata (al centro) con i partecipanti al Consiglio pastorale dei ragazzi a Cisterna di Latina
Il sagrato della chiesa comincia a riempirsi già dalle prime ore della mattinata. Gli sguardi sono quelli di chi vorrebbe cambiare la propria comunità. E perché no, anche il mondo. Per una volta il sonno del sabato mattina può aspettare. Un saluto velocissimo a mamma e a papà, e si entra subito dentro per dare finalmente inizio alle danze. Sono in cinquanta. E sono tutti bambini e adolescenti. Si sono ritrovati nella parrocchia di San Valentino, a Cisterna di Latina. È la loro giornata. «Era ora», urla qualcuno. Finalmente anche i grandi dovranno prenderli sul serio. Si sono dati appuntamento per dare vita al primo “Consiglio pastorale straordinario dei bambini e dei ragazzi”. Una vera e propria esperienza sinodale, ma tutta gestita da loro. Ognuno ha anche un tesserino di riconoscimento, dove sono indicati il nome, l’età e la parrocchia. Provengono dalle comunità dell’unità di collaborazione numero 8 della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Tutti portano nel cuore Martina e Alessia Capasso, due loro coetanee che furono uccise nel 2018 dal padre, rispettivamente all’età di otto e quattordici anni. «Alessia faceva parte dell’Azione Cattolica Ragazzi», racconta Valentina Fanella, consigliera nazionale per l’Acr. «Era una ragazza luminosa, curiosa, che si buttava a capofitto in tutte le esperienze. Martina invece era ancora troppo piccola per partecipare alle attività, ma la ricordiamo anche con grande affetto».
Una tragedia da cui la comunità ha saputo far germogliare semi di speranza. Nel 2020, grazie all’Azione Cattolica è nata “La festa dei Diritti”, dedicata proprio alle sorelle Capasso. Viene organizzata ogni anno il 28 febbraio, il giorno della loro morte. Il tema di fondo è la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per questa edizione è stato scelto l’articolo 12: “Ascolto delle opinioni del minore”. Da qui è nata l’idea del Consiglio pastorale, «per dare la parola ai ragazzi – spiega Fanella – e farci raccontare che cosa pensano delle proprie parrocchie e come ritengono possano essere migliorate. Pensiamo che se ci fossero due ragazzi in ogni consiglio pastorale, sarebbe tutto più gioioso e aperto alla speranza».
Il percorso con i ragazzi è già partito da metà gennaio. I bambini e i ragazzi di ogni gruppo catechistico si sono confrontati nelle scorse settimane su varie tematiche della vita parrocchiale, come l’inclusione, la preghiera, le relazioni, e gli spazi. Al termine, ciascuno ha eletto i propri rappresentanti, ovvero i partecipanti del Consiglio. Nella parrocchia di San Valentino, ad accoglierli, c’è il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, Mariano Crociata, che è anche presidente della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità Europea (Comece). «Qualcuno mi ha detto che oggi avrei incontrato le persone più importanti della città!», dice ai ragazzi, alzando ancora di più il livello dell’entusiasmo. Il presule ha apprezzato molto l’idea. E spera che possa essere replicata anche in altri contesti. «È un’iniziativa molto originale – sottolinea – che traduce un progetto che da alcuni anni stiamo cercando di avviare con l’intenzione di coinvolgere sempre di più i bambini e i ragazzi». Per il presule, «l’idea del consiglio pastorale è coinvolgente perché ha la capacità di far crescere consapevolezza, capacità di partecipazione e condivisione. Vivere veramente la Chiesa – aggiunge – significa proprio fare gruppo in maniera attiva e confrontarsi». L’intento «è quello di far sperimentare gli elementi fondamentali della vita cristiana, in modo che non ci si incontri solo per imparare delle nozioni, ma si partecipi alla vita ecclesiale a tutto tondo».
Basta guardare gli occhi dei bambini, per rendersi conto dell’efficacia. Durante la mattinata, vengono divisi in cinque gruppi, uno per ogni anno catechistico. Discutono insieme, rigorosamente a turno. E tirano fuori dal cilindro proposte che sanno stupire anche i loro educatori. Valeria, per esempio, vorrebbe che nella propria parrocchia ci fosse qualcuno che insegni la lingua dei segni. Simone, invece lancia l’idea di un traduttore simultaneo in chiesa. Sofia spinge per organizzare un cineforum. Daniela sogna un orto e un’infermeria. Flavio chiede che dopo l’incontro di catechismo si possa rimanere più a lungo per socializzare di più. Da tutti, poi, si alza un unico coro: «Vogliamo i campetti dove poter giocare». Un aspetto che colpisce il parroco di San Valentino, don Paride Bove. «È vero – ammette –, nelle parrocchie di Cisterna mancano gli spazi verdi». E a fine giornata promette: «Pubblicheremo tutto in un opuscoletto che verrà consegnato ai parroci e al vescovo. Noi adulti siamo chiamati a considerare ciò che i ragazzi hanno tirato fuori e cercare di fare del nostro meglio insieme a loro per realizzarlo». Tradotto: questo è solo l’inizio.

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