Calderone: Osservatorio lavoro e intelligenza artificiale
La ministra: lunedì le nomine, a capo dello organismo ci sarà padre Benanti. Minzatu, commissaria Ue: il 15% dei lavori attuali è a rischio sostituzione

«Lunedì firmerò il decreto di nomina dei componenti dell'Osservatorio dell'impatto dell'intelligenza artificiale sul lavoro». Lo afferma la ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, in una conferenza stampa a lato dell'evento IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità, spiegando che la presidenza sarà affidata a padre Paolo Benanti, in continuità con il lavoro che il religioso svolge a palazzo Chigi. «Dobbiamo imparare a leggere il futuro senza usare gli occhiali del passato e l’Osservatorio serve a questo. Serve a cogliere dati tendenziali del mondo del lavoro e a consentirci di adeguare la nostra cassetta degli attrezzi a quelle che saranno le sfide del futuro, anche in termini di nuove professionalità e quindi di di adeguare per esempio i contratti collettivi di lavoro e soprattutto anche tutti gli strumenti di formazione finanziata», sottolinea Calderone, ricordando che anche Francia e Germania hanno Osservatori simili. I contributi e le analisi raccolti saranno a disposizione su un portale che si arricchirà dell'intelligenza artificiale e consentirà di avere un rapporto interattivo con i cittadini.
Mentre la vicepresidente esecutiva della Commissione europea e commissaria europea per le Competenze, l'Istruzione, la Cultura, il Lavoro e i Diritti sociali, Roxana Minzatu, sostiene che «il 15% dei lavori attuali potrebbe essere sostituito dall’intelligenza artificiale. La vera domanda è come guidare la trasformazione del mondo del lavoro in modo che possa essere di beneficio al maggior numero di persone possibile a livello di qualità del lavoro, di sicurezza e soprattutto dal punto di vista dell'inclusione, senza generare ulteriori disuguaglianze e vulnerabilità».
Per la premier Giorgia Meloni, che ha inviato un messaggio, l’intelligenza artificiale è «una tecnologia che può sprigionare tutto il suo potenziale positivo solo se il suo sviluppo si muoverà in un perimetro di regole etiche che mettano al centro la persona, i suoi diritti e i suoi bisogni. Se questo scenario non viene governato, sempre più lavoratori rischiano di diventare inutili».
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