Proporzionale, superpremio e listini bloccati: ecco lo "Stabilicum"

Il centrodestra deposita la proposta di legge elettorale per il 2027. C'è anche l'ipotesi-ballottaggio (ma è un pasticcio). Dubbi di costituzionalità sulle norme. Il Pd: testo irricevibile
February 27, 2026
Meloni con il presidente di Cipro
Meloni con il presidente di Cipro/ ANSA
L’hanno scritta in sei: Donzelli, Calderoli, Paganella, Benigni, Battilocchio e Colucci. Una lista di nomi che ieri veniva declamato tra gli addetti ai lavori come fosse una formazione di calcio. Sono loro che mercoledì notte, nella sede di Fratelli d’Italia di via della Scrofa, tra pizza, birra e cioccolatini, hanno lavorato all’intesa di centrodestra sulla nuova legge elettorale, diventata già ieri una proposta di legge ufficiale depositata sia alla Camera che al Senato. L’hanno chiamata “Stabilicum”, per indicare i due obiettivi fondamentali: conoscere il vincitore un minuto dopo il voto e dare vita a Governi che non ballano sul filo dei numeri. E anche se formalmente si lascia spazio al dialogo, il significato del blitz è chiaro: si andrà avanti, con o senza le opposizioni, perché per la premier Giorgia Meloni non sarebbe nell’interesse del Paese tornare a votare con il sistema attuale, il “Rosatellum”, che in virtù di un sistema misto di collegi proporzionali e maggioritari potrebbe restituire un “pareggio”. Ma quanto messo sul tavolo, dicono in coro Schlein, Conte e Fratoianni-Bonelli, è semplicemente «irricevibile». È un annuncio di battaglia parlamentare, anche sui tempi: per le opposizioni non si deve muovere foglia sino al referendum. Ma anche fuori dalle Aule ci sarà un clima caldo, dato che liste bloccate e premio di maggioranza lasciano molti dubbi.
Un sistema proporzionale con soglia al 3%
La priorità politica per il Governo è cancellare i collegi uninominali, che con il Rosatellum contribuivano ad eleggere il 37% dei parlamentari. Con la nuova legge, i 400 deputati e 200 senatori verrebbero scelti su base proporzionale in collegi plurinominali in cui i partiti presenteranno di nuovo “listini bloccati”, ovvero con i nomi messi già in ordine secondo le decisioni delle singole segreterie politiche nazionali. I collegi al momento sono gli stessi del 2022, molto ampi dal punto di vista territoriale. Resta intatta la soglia di sbarramento al 3%, sotto la quale un partito non può avere rappresentanza parlamentare.
Premio di 70 deputati e 35 senatori: è costituzionale?
Per garantire la governabilità, la coalizione o la lista che arriva prima e supera il 40% riceve un premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori, costituendo una maggioranza massima di 230 alla Camera e 114 a Palazzo Madama. Si tratta di numeri pari al 57% circa del Parlamento, una soglia che diversi costituzionalisti, come Stefano Ceccanti, considerano a rischio bocciatura da parte della Corte costituzionale. Sotto la lente il principio della corretta rappresentatività ma anche il principio della non autosufficienza sulle nomine di garanzia. I riferimenti sono la sentenza 1 del 2014 e la 35 del 2017, riguardante l’Italicum (cui il sistema pensato dal centrodestra somiglia, come rimarca Renzi). Il bottino dei 70 deputati e 35 senatori viene “spartito” tra le liste che compongono una coalizione e poi spalmato su base circoscrizionale alla Camera e regionale al Senato.
Spunta il ballottaggio 
ma è un pasticcio
Viene poi previsto il ballottaggio se nessuno supera il 40%, ma due poli si piazzano sopra il 35 e sotto il 40. E qui Ceccanti mette giù una serie di sotto-ipotesi che fanno capire quanto l’accordo sia stato frettoloso. Può accadere, spiega il costituzionalista, che al primo turno vincano coalizioni diverse alla Camera e al Senato, assegnando quindi due distinti premi di maggioranza. Può capitare che nei due ballottaggi di Camera e Senato vincano due alleanze diverse. Può capitare che si vada al ballottaggio in una Camera sola... Indizi che formano una prova: l’unica vera priorità del centrodestra è fissare il punto politico della cancellazione dei collegi uninominali, considerati insidiosi in chiave 2027. Se invece nessuno supera la soglia del 35%, i seggi vengono assegnati secondo il riparto proporzionale puro, senza “premi”, modello Prima Repubblica. Sebbene sia un’ipotesi ora remota, non è da escludere che una legge nata con fini “aggregativi” a medio termine favorisca invece delle disaggregazioni.
Solo listini bloccati,
niente preferenze
Lo “Stabilicum” è un insieme di listini bloccati e non prevede la facoltà da parte dei cittadini di indicare preferenze, insomma di scegliere in modo diretto chi mandare in Parlamento. Più volte la presidente del Consiglio ha espresso il proprio favore per le preferenze, ma i partiti di maggioranza hanno delegato la scelta al Parlamento. Una delle ipotesi prevede di inserire le preferenze tranne che per il capolista, fatto che aprirebbe la competizione solo dentro i partiti grandi. Ma il dato di fatto al momento è che uno strumento di scelta diretta è stato eliminato - il collegio uninominale - e un altro strumento, le preferenze, non è nel testo di partenza.
Il premier “suggerito”
al Quirinale
Nel testo si rinuncia all’idea di indicare il presidente del Consiglio. Si è preferita una formula indiretta: insieme al programma, la coalizione deposita un unico nome da proporre al presidente della Repubblica come incaricato a Palazzo Chigi.

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