Iscritti in crescita: al via l'anno accademico del Campus Bio-Medico

L'inaugurazione si è aperta con la Messa celebrata dal cardinale vicario Baldo Reina. La comunità è sempre più in aumento, con 4mila studenti di 40 nazionalità. Il rettore Papalia: «Noi presidio di formazione»
February 26, 2026
Il rettore del Campus Bio-Medico di Roma, Rocco Papalia, all'inaugurazione dell'anno accademico
Il rettore del Campus Bio-Medico di Roma, Rocco Papalia, all'inaugurazione dell'anno accademico /Siciliani
«L’augurio è che questo ateneo sia un trampolino per una vita piena e autentica». Si è aperta con la Messa presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina l’inaugurazione del 33° anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il porporato ha invitato tutti a «testimoniare la fede e a vivere in spirito di fratellanza e come una famiglia». Ed è proprio questo il clima che si è respirato durante la giornata. Dalla celebrazione nella cappella, alla cerimonia che si è tenuta nell’Aula Magna Trapezio, dove ha sfilato tra gli applausi il corteo accademico. In sala erano presenti oltre 500 persone, tra docenti, alumni, studenti, autorità, rappresentanti del mondo delle imprese, rettori e delegati di altri atenei italiani.
A loro si è rivolta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che in un messaggio ha definito il Campus un «prestigioso ateneo che si conferma anno dopo anno un’istituzione scientifica e culturale di alto livello». Sullo stesso registro, la deputata di FI Cristina Rossello, che, in rappresentanza della ministra Anna Maria Bernini, ha promesso che il Ministero dell’Università e della Ricerca «continuerà a sostenere con convinzione realtà come il Campus Bio-Medico». Un ateneo sempre più in crescita, con 4mila studenti di 40 nazionalità, oltre 7mila laureati attivi in quasi trenta Paesi e numerosi ricercatori nella top 2% mondiale. Una comunità chiamata a interpretare le sfide del presente, senza smarrire la propria identità fondata sui valori cristiani.
Da qui il tema dell’inaugurazione: “Educare l’intelligenza, coltivare l’umanità”. Su cui si è soffermato il rettore, Rocco Papalia. «In un tempo in cui - ha detto - la tecnologia corre veloce e l’intelligenza artificiale interroga il senso stesso dell’umano, l’università resta un presidio insostituibile di formazione, coscienza critica e responsabilità». In questo senso, ha indicato le parole chiave che definiscono l’identità del Campus: servizio, multidisciplinarità, prossimità, selezione, internazionalizzazione e trasmissione. «Ogni paziente è nostro fratello, nostra sorella - ha sottolineato -. La competenza tecnica è indispensabile, ma non basta. Occorre la capacità di stare accanto e condividere la fragilità». L’obiettivo, ha aggiunto il presidente Carlo Tosti, è «riportare l’attenzione su ciò che rende unico l’uomo, l’intelligenza e l’umanità». Così come «formare talenti unendo la scienza ai principi etici», ha ribadito il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Bruno Vincenzi.
Coordinate che saranno centrali anche nel futuro, come ha sottolineato l’ad Andrea Rossi: «Stiamo lavorando al piano strategico 2026-2030 con l’obiettivo di fare della nostra università un polo dell’innovazione, restando ancorati ai valori fondativi che ci pongono al servizio delle persone e del bene comune». Tra gli ospiti, anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone. «La medicina - ha detto - non è mai soltanto un atto tecnico» Ma «è sempre relazione».

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