Cambiamento climatico e visitatori “macchiano” il Giudizio universale: ecco la ripulitura

Con acqua, pennello e carta giapponese torna a brillare il capolavoro di Michelangelo nella Cappella Sistina. Una patina bianca l'aveva offuscato: a causarla il respiro e il sudore dei turisti
March 2, 2026
Cambiamento climatico e visitatori “macchiano” il Giudizio universale: ecco la ripulitura
La ripulitura del Cristo giudice con carta, acqua e pennelli nel Giudizio universale della Cappella Sistina / Governatorato SCV - Direzione dei Musei
La carta velina si posa sul volto e sulle braccia del Cristo giudice. Il pavimento della Cappella Sistina è quindici metri più in basso. Cinque piani di impalcature sfiorano l’affresco di Michelangelo, “icona” dello scrigno di storia e di arte dove si eleggono i Papi all’interno del Palazzo Apostolico. Camici bianchi e caschi anti-infortunistici sulla testa, i “medici” della pittura bagnano i fogli semitrasparenti con un pennello imbevuto di acqua deionizzata. Basta poco più di un minuto d’attesa. La sottile pellicola viene tolta. Ed ecco il “miracolo”: il Cristo giudice è tornato a essere come il “Divin artista” del Rinascimento lo aveva concepito nella prima metà del Cinquecento sopra l’altare della Sistina. Non più offuscato da una patina biancastra che da almeno quindici anni ne ha minato la brillantezza. Una sorta di «cataratta», come la descrive Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, che ha intorpidito l’intero Giudizio universale di Michelangelo.
La direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, davanti all'impalcatura per la manutenzione straordinaria del Giudizio universale nella Cappella Sistina / ANSA
La direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, davanti all'impalcatura per la manutenzione straordinaria del Giudizio universale nella Cappella Sistina / ANSA
Dalla fine di febbraio i 180 metri quadrati di affresco sono sotto cura. Con carta giapponese e acqua: è tutto ciò che serve. «Manutenzione straordinaria», si legge nei cartelli dello scheletro d’acciaio che li avvolge e che è ricoperto da una riproduzione del dipinto a dimensioni naturali. Nascondono i restauratori, trenta che si alternano in due gruppi e che permetteranno di «riammirare il sommo capolavoro in tutta la potenza della sua visione», spiega Jatta. E annuncia quando sarà possibile: «Nella Settimana Santa, quindi a ridosso della Pasqua, data in cui è prevista la conclusione dei lavori». Non un «restauro», tiene a precisare: l’ultimo risale a trent’anni fa. Ma una ripulitura. Per di più «rapidissima», aggiunge.
La ripulitura del Manto della Vergine con carta, acqua e pennelli nel Giudizio universale della Cappella Sistina / Governatorato SCV - Direzione dei Musei
La ripulitura del Manto della Vergine con carta, acqua e pennelli nel Giudizio universale della Cappella Sistina / Governatorato SCV - Direzione dei Musei
La “cappa” finita sul banco degli imputati «non viene da fuori la Cappella ma dall’interno», fa sapere la direttrice. È il lattato di calcio, hanno stabilito gli accertamenti diagnostici. Determinato anche «dal respiro e dalla cappa di sudore dei visitatori», dice in mezzo ai ponteggi Paolo Violini, capo restauratore del Laboratorio di restauro dipinti e materiali lignei dei Musei Vaticani. Dai 15mila ai 20mila coloro che nei giorni di massima affluenza varcano le soglie della Cappella. E sette milioni nell’ultimo anno. «La patina che stiamo rimuovendo - prosegue Violini - dice che anche il cambiamento climatico è entrato nella Sistina. Un fenomeno che nell’ultimo decennio ha portato qui all’aumento delle temperature di due o tre gradi e che ha coinciso proprio con la formazione del deposito superficiale sull’affresco». Appunto superficiale. «Nessun danno all’opera», sottolinea il capo restauratore. Lo hanno stabilito le indagini scientifiche preliminari. Però neppure il sistema di climatizzazione che dal 2014 mantiene 23 gradi di temperatura costanti nella Cappella ha arginato l’attacco “ambientale” a Michelangelo.
L'impalcatura per la manutenzione straordinaria del Giudizio universale nella Cappella Sistina / ANSA
L'impalcatura per la manutenzione straordinaria del Giudizio universale nella Cappella Sistina / ANSA
«Dopo tre decenni - afferma Marco Maggi, responsabile dell’Ufficio del conservatore - torniamo a osservare di nuovo da vicino il grandioso affresco. Da quindici anni viene eseguita la manutenzione ordinaria: per cinque settimane all’anno, fra gennaio e febbraio. Con interventi notturni che non incidono sulle visite». Stavolta non era possibile limitarsi alle ore di chiusura dei Musei: soprattutto per la necessità di un ponteggio fisso sull’intera parete dell’altare. «È stato nel 2024, durante la ricognizione del Giudizio universale, che è emersa la presenza del velo bianco in grado di alterare la percezione dei rapporti cromatici», continua Maggi. Dopo un anno e mezzo di studi, il via ai lavori. «Una serie di analisi scientifiche ha consentito la corretta definizione molecolare della sostanza comparsa sul dipinto: un sale stratificato solo sulla parte più esterna della pittura e quindi solubile in acqua», chiarisce Fabio Morresi, responsabile del Gabinetto di ricerche scientifiche.
L'impalcatura per la manutenzione straordinaria del Giudizio universale nella Cappella Sistina / ANSA
L'impalcatura per la manutenzione straordinaria del Giudizio universale nella Cappella Sistina / ANSA
L'operazione di “lavaggio” segue le fasi di realizzazione del Giudizio universale: dal basso verso l’alto. Con i turisti che si muovono accanto ai tubi innocenti. Perché la Cappella resta aperta al pubblico. «Insieme visitatori, fedeli e restauratori», sintetizza la direttrice dei Musei Vaticani. Resta da capire quante presenze giornaliere può sopportare adesso il gioiello-Sistina. «La sfida che ci attende - conclude Jatta - è trovare il giusto equilibrio fra conservazione e fruizione di questo luogo santo e straordinario, quindi anche contingentando il numero di ingressi».

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