sabato 1 marzo 2014
​La petizione, che ha raccolto in poco tempo 213.850 firme, è stata consegnata al monarca del Belgio. Si chiede che non ratifichi la legge da poco approvata dal parlamento che permette la soppressione dei minori terminali.
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Il re del Belgio Filippo ha ricevuto le firme raccolte con la petizione popolare che è stata lanciata in tutta Europa dopo l’approvazione definitiva da parte del Parlamento di Bruxelles il 13 febbraio dell’estensione dell’accesso all’eutanasia anche ai minorenni. “La vita – si legge nel testo della petizione indirizzata al sovrano – va sempre valorizzata, anche nel caso dei disabili. Le chiedo di non firmare la legge sull’eutanasia infantile”. Attraverso la piattaforma Citizen Go e l’impegno di alcuni siti (tra i quali Avvenire.it) sono state raccolte in poco tempo oltre 213.850 firme, la maggior parte delle quali di cittadini italiani. All’entrata in vigore della legge manca solo la firma del re: abitualmente solo una formalità, ma in questo caso Filippo è chiamato a non trasformare la ratifica della drammatica riforma in un puro atto burocratico, anche se in Belgio sono in pochi a credere nella possibilità che il re abbia il coraggio di imitare suo zio Baldovino che nel 1989 abdicò per un giorno per non essere costretto a firmare la legge sull’aborto. Il Paese è in una situazione di forte instabilità politica, con valloni e fiamminghi che solo dopo mesi di trattative si sono messi d’accordo per creare un precario governo. E anche nel corso del voto sulla legge sia alla Camera sia al Senato era emersa la volontà da parte di molti parlamentari di anteporre i destini del Paese (sorvegliato speciale dalla comunità internazionale per il suo elevatissimo indebitamento) a una scelta di valore etico. Ma quelle firme ora chiedono una risposta.
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