giovedì 2 aprile 2015
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"Mi sento davvero come un nonno, che riceve i regali dai nipotini": così ha aperto il suo discorso il presidente della Repubblica Mattarella, mentre scartava i regali che gli venivano consegnati da alcuni ragazzi con autismo. Questa mattina, nella Sala Grande, "siete i benvenuti, vorrei dire graditissimi ospiti, ma voi non siete ospiti: questa è a casa vostra", ha precisato, rivolgendosi alle decine di famiglie e associazioni che avevano accolto il suo invito, in occasione della Giornata mondiale della Consapevolezza sull'autismo. E dopo aver ascoltato, per quasi un'ora, le testimonianze dei genitori sull'"autismo di tutti i giorni", è entrato nel merito delle questioni, affrontando le questioni principali ancora da risolvere. L'ignoranza e il pregiudizio. "La Giornata della consapevolezza è stata istituita perchè l'Onu si è resa conto della grande ignoranza, del pregiudizio, del rifiuto di confrontarsi con questa diversità. E della discriminazione che da questa ignoranza deriva. Questa è quindi l'occasione per rendere tutti consapevoli della realtà e, al tempo stesso, dei diritti delle persone con autismo. Serve un'azione ampia e insistita per diffondere questa nuova consapevolezza: ed è questo il messaggio che oggi, da questo palazzo, vogliamo lanciare a tutto il Paese". "Gli interventi di stamattina - ha detto ancora Mattarella - hanno messo in luce i problemi, ma anche le ricchezze e le potenzialità, che devono essere accompagnate e sostenute. Ogni persona con autismo deve essere aiutata a trovare il proprio percorso e ruolo nella società. Quest'anno l'Onu pone l'accento sulle competenze cognitive peculiari, che esistono ma hanno bisogno di condizioni adeguate e di un'adeguata formazione, soprattutto per chi lavora nella scuola. Ed è giusto - ha precisato, riferendosi all'intervento di un'insegnante - chiamarli 'specializzatì e non 'di sostegno'. La nostra Costituzione - ha aggiunto - comporta diritti non eludibili, come quello al lavoro: la Repubblica deve quindi fare di tutto per garantire ai cittadini con autismo una vita dignitosa e un lavoro commisurato. L'Italia ha, in questa materia, un'ottima normativa, che però va messa in pratica con rigore". La proposta di legge. "Il disegno di legge sull'autismo c'è e chiediamo oggi che diventi presto legge. - ha detto poi, riferendosi alla proposta da poco approvata al Senato -. Prevede, tra l'altro, che le regioni individuino centri di riferimento per percorsi diagnostici e di presa in carico per tutto l'arco della vita. È uno dei banchi di prova su cui si misura la civiltà del nostro Paese. Apprezzo molto - ha detto infine - le associazioni e le famiglie, per quello che fanno con entusiasmo e con fatica. E voglio far sentire i consenso e il sostegno del Paese intorno a voi. E il supporto delle istituzioni". "Un discorso bellissimo", commentavano le famiglie, all'uscita dalla sala. "Mai c'era stato un evento simile", diceva una mamma. "È stata la cosa più bella che ho sentito sull'autismo negli ultimi tempi", si è sbilanciato Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, padre di un ragazzo autistico, definendo l'incontro al Quirinale "il più bell'appuntamento a cui ho preso parte in questi giorni. Un discorso in cui è emersa con chiarezza la competenza di Mattarella su questo tema: ha parlato con cognizione di causa, mostrando interesse e conoscenza".
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