giovedì 1 marzo 2018
La Chiesa francese interviene con schede e interrogativi nel dibattito in corso nel Paese sulle grandi sfide legate alla legge quadro in cantiere
Bioetica, le 10 domande laiche dei cattolici
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Dopo l’apertura degli «Stati generali della bioetica», il dibattito in Francia su nodi come il fine vita o la surrogata si annuncia intenso e aspro. Occorrerà dunque un impegno dei cattolici costante e pienamente partecipe: «Senza cercare di formulare soluzioni 'già pronte' a questioni tanto complesse che riguardano la sofferenza, la Chiesa propone riferimenti in vista di un discernimento personale, in coscienza».

In questa chiave, la Conferenza episcopale d’oltralpe, per superare lo sterile gioco degli slogan contrapposti e affiancare il coinvolgimento civile di tutti i francesi di buona volontà, ha pubblicato su Internet schede di approfondimento su diverse questioni che saranno dibattute prima della revisione obbligatoria della legge quadro sulla bioetica. Il via ai lavori parlamentari è previsto dopo l’estate, basandosi sulle conclusioni degli Stati generali, occasione nazionale di confronto, dialogo e proposta per tutta la società civile. Strumenti rigorosi ma accessibili, curati dal gruppo episcopale di lavoro «Chiesa e bioetica» guidato da monsignor Pierre d’Ornellas, arcivescovo di Rennes, le schede sintetizzano il magistero della Chiesa e altre posizioni coerenti proponendo – non solo ai fedeli – riflessioni all’altezza della posta in gioco. Eccone una sintesi, punto per punto

1 Terapia genica.

È proibita dalla Convenzione di Oviedo se mira a «modificare un gene affinché si trasmetta poi alla discendenza». L’enciclica Laudato si’ annovera tali tecniche fra quelle potenzialmente associate a «un dominio impressionante sull’insieme del genere umano e del mondo intero». Fra i nodi etici, il principio di precauzione, il rispetto dei vulnerabili, la banalizzazione dei gameti e la cosificazione degli embrioni, l’eugenismo.

2 Ricerca sugli embrioni.

Implicandone «la distruzione», tale ricerca costituisce «una grave trasgressione etica», poiché colpisce «un essere umano la cui estrema vulnerabilità tende a nascondere la sua dignità».

3 Eterologa.

«L’importanza del legame biologico nella filiazione è rivelato dal danno, giuridicamente rilevante, che risulta dallo scambio per errore di bambini alla nascita». In questo spirito «il ricorso a gameti esterni alla cop- pia non sembra compatibile con il rispetto dei diritti del bambino».

4 Diagnostica prenatale.

Sullo sfondo del rischio di derive eugenetiche sempre più gravi, essa «dovrebbe avere per unica finalità il trattamento medico delle anomalie riscontrate». Ma la realtà delle selezioni sempre più diffuse mette in evidenza che occorre «un cambiamento di sguardo sull’accettabilità dell’handicap e un sostegno rispettoso delle persone portatrici d’handicap e delle loro famiglie».

5 Fecondazione assistita.

Di fronte ai progetti governativi francesi di estensione al di là delle indicazioni terapeutiche anti-infertilità, un pericolo emerge: «L’allargamento della fecondazione assistita alle donne sole o alle coppie di donne significherebbe decretare a priori l’esistenza di bambini senza padri ».

6 Donazione di organi.

Una società è più virtuosa se attraversata dalla «cultura del dono di organi». Ma l’attuale regime francese del «consenso presunto» delle persone decedute «è atipico nel diritto» e contraddice «la Carta del paziente ricoverato, che per gli atti terapeutici richiede un consenso a priori 'libero e consapevole' in base a un’informazione 'accessibile e leale'».

7 Fine vita.

I sostenitori del suicidio assistito reclamano più autonomia per chi soffre, Ma «non può essere un valore assoluto che isola il paziente». Un’autorizzazione «sarebbe contraddittoria con gli sforzi dispiegati» nella prevenzione dei suicidi, rischiando pure di «rinchiudere le persone coinvolte nella disperazione».

8 Interazioni biologia-psiche.

Gli sviluppi dell’epigenetica mostrano che il corpo non può essere concepito solo come una macchina. Con l’avvento delle biotecnologie diventa prioritaria «la questione dell’impatto di questo o quell’intervento tecnologico in termini d’armonia» fra tre dimensioni: corporea, psichica, spirituale.

9 Biotecnologie.

Le nuove tecniche di manipolazione genetica, in particolare la Crispr-Cas9, rischiano di far dimenticare un assioma etico fondamentale: «Il genoma umano non appartiene alla scienza e agli scienziati, né a una nazione o organizzazione internazionale ».

10 Utero in affitto. 

Il mercato mondiale della maternità surrogata stravolge coordinate antropologiche essenziali, provocando ogni volta «una rottura nel legame contratto durante la gestazione fra il bambino e la donna che lo porta in grembo».

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