giovedì 2 novembre 2023
Perché e come proporre la bellezza della vita umana a una società che sembra averla dimenticata: la proposta del Movimento per la Vita dalla città che ha visto nascere il primo Centro aiuto alla vita
Marina Casini a Firenze tra l'organizzatrice della mostra "Eroi per la Vita" e Angelo Passaleva, presidente del Cav fiorentino, primo in Italia

Marina Casini a Firenze tra l'organizzatrice della mostra "Eroi per la Vita" e Angelo Passaleva, presidente del Cav fiorentino, primo in Italia - Ufficio Stampa Movimento per la Vita

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Siamo giunti all’appuntamento che più di ogni altro unisce e caratterizza il Movimento per la Vita italiano: l’annuale convegno nazionale. Non è solo un momento di ritrovo e comunione ma anche l’occasione per far crescere un volontariato sempre più coinvolgente, costruttivo, propositivo ed efficace, capace di portare la cultura della vita nella società e, al tempo stesso, in grado di essere all’altezza delle sfide di questo nostro complesso tempo.

«Un viaggio nella bellezza: dalle origini all’avvenire, in missione per la vita» è il titolo del convegno che vuole sottolineare, sull’esempio di Carlo Casini, «lo stupore gioioso che nasce dalla contemplazione del valore positivo della vita umana e scoprirne la forza trasformatrice che non ci chiude nella difensiva, ma fornisce le motivazioni del coraggio e illumina di fiducia l’avvenire». Dunque un messaggio positivo, una promessa di speranza, uno slancio di fiducia. L’evocazione della bellezza non poteva non portare a Firenze, culla della bellezza artistica, culturale, spirituale. E infatti è nella città di Dante che si svolge il convegno (3-5 novembre). Firenze parla anche della bellezza della maternità: quante maternità sono raffigurate dai grandi artisti fiorentini, e poi la Cattedrale, dedicata alla Madre di Dio, la basilica di Santa Maria Novella, il Santuario mariano della SS. Annunziata che esprime la devozione fiorentina per il momento in cui la Vita si è incarnata nel seno di Maria. E che dire dell’Ospedale degli Innocenti, destinato a raccogliere i figli di gravidanze indesiderate, amati egualmente dall’intera comunità civile, come dimostrano i putti robbiani inscritti nelle arcate brunelleschiane e divenuti simbolo della cultura posta a servizio della vita nascente?

Dell’accoglienza di ogni nuova vita Firenze si è fatta, nell’amore, impegno civile e collettivo. A Firenze, infatti, è nato il primo Centro di aiuto alla Vita d’Italia nel 1975, visitato da san Giovanni Paolo II nel 1986: «Questo Centro – egli disse – ha il significato di una testimonianza a favore del primato della vita umana a confronto di tutti gli altri valori di ordine materiale; vuole essere un richiamo ai giovani e ai grandi perché comprendano che una società giusta non si costruisce con la eliminazione degli innocenti: intende rilanciare il senso della sacralità della vita umana, creata da Dio per un destino trascendente e integrale in tutto l’arco della sua esistenza. Il Centro è una sfida a una mentalità di morte ».

Proprio nello stesso albergo in cui si svolgerà il convegno, l’Hotel Mediterraneo, il 5 novembre 1977, giorno in cui Giorgio La Pira – “Sindaco santo” tanto vicino al nascente Movimento per la Vita e continuo punto di riferimento per suo cammino – nacque al Cielo, veniva lanciata la proposta di legge di iniziativa popolare «Accoglienza della vita e tutela sociale della maternità», che voleva essere l’alternativa alla iniqua legge 194 allora in discussione. Ancora, a Firenze lo stesso giorno dell’attentato a san Giovanni Paolo II, si chiudeva al Teatro Verdi, nel 1981, la campagna referendaria sull’aborto con la partecipazione di santa Madre Teresa di Calcutta, evento che perciò fu trasformato in una veglia di preghiera. Nel 1986 al Palazzo dello Sport, nella manifestazione «Firenze, Europa, cultura: prima di tutto la vita», Madre Teresa e Chiara Lubich sottoscrissero l’appello all’Europa, e nel 2015, nel contesto del 5° Convegno ecclesiale nazionale, fu realizzata nel chiostro della SS. Annunziata una bella mostra «Uno di noi: il volto umano dell’embrione».

«Firenze vuol dire umanesimo e umanesimo vuol dire uomo. Firenze vuol dire Rinascimento e Rinascimento vuol dire energie che non si arrendono», scrisse Carlo Casini. L’uomo, dunque, al centro della società e della storia. Una centralità che abbraccia gli “ultimi”, “coloro che non contano”, rappresentati dal “bambino non nato”, perché il riconoscimento del non nato come uno di noi è il banco di prova per comprendere la dignità umana, il sigillo di autenticità dell’impegno per l’uomo. Ecco la cornice e lo sfondo di questo 43° convegno nazionale nel quale viene adeguatamente celebrato il 45° anniversario del giornale Sì alla Vita anche con l’inaugurazione del Premio giornalistico “Liverani-Pirovano” che è consegnato a Domenico Mugnaini, direttore del settimanale Toscana Oggi. È sufficiente scorrere il programma per rendersi conto della ricchezza dei contenuti che, nel travaglio di questo tempo complesso, individuano la forza propulsiva della civiltà nel riconoscimento della dignità di ogni uomo.

Presidente Movimento per la Vita italiano

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