Andarsene dal Sud? «E perché? Diamo lavoro a giovani con disabilità»
A Matera cooperativa sociale “Oltre l’arte” – tra le protagoniste del convegno Cei di Bergamo sulla disabilità, dal 19 al 21 marzo – ha puntato tutto sull’inclusione. E i risultati si vedono

In un Sud Italia che si spopola, c’è chi ha deciso di andare controcorrente e di investire in un progetto di resilienza, puntando sull’inclusione lavorativa e generando opportunità per i giovani con disabilità. È la cooperativa sociale “Oltre l’Arte”, costituita nel 2008 a Matera nell’ambito del progetto Policoro dell’arcidiocesi di Matera-Irsina. Si occupa della gestione del patrimonio culturale della Città dei Sassi, Patrimonio mondiale dell’Unesco; dell’abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso; de “Il sogno del capitano” la prima struttura balneare completamente inclusiva e accessibile della Basilicata inaugurata nel 2023 a Metaponto lido; del percorso di visita a Craco, borgo “fantasma” abbandonato dai residenti in seguito a una frana nel 1963. Non solo. Oltre a offrire ospitalità presso un ostello gestito da ragazzi con sindrome di Down, la cooperativa valorizza l’artigianato locale attraverso un laboratorio solidale. Qui, i ragazzi con disabilità possono dare libero sfogo alla propria fantasia e creatività realizzando souvenir unici in argilla e cartapesta.
Da Matera parte così il messaggio che la bellezza può essere uno strumento potente di riscatto sociale, ma soprattutto che «è possibile generare speranza, futuro e lavoro anche al Sud. Un lavoro che ha rispetto della dignità di tutte le persone». A parlare è Rosangela Maino, presidente della cooperativa che, specifica, «ha un valore sociale. Volevamo che l’esperienza turistica e culturale non fosse riservata a pochi ma che potesse essere messa a servizio di persone con fragilità per le quali è più difficile inserirsi nel mondo del lavoro».
Maino è socio fondatore della cooperativa (che sarà tra le protagoniste del convegno di Bergamo “Noi:comunità e progetto di vita” organizzato dal 19 al 21 marzo dal servizio nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità) e sottolinea che «da sempre l’obiettivo primario è stato quello di “generare vita” oltre che lavoro. In questi 18 anni sono state supportate le donne, che hanno potuto conciliare carriera e maternità, i padri di famiglia rimasti fuori dal mercato del lavoro a 58 anni, i giovani che hanno completato gli studi mentre lavoravano». Oggi la cooperativa conta 85 dipendenti impiegati stabilmente nel periodo invernale che diventano 110 in estate con il potenziamento di alcuni servizi, come l’apertura del lido accessibile a Metaponto. «È un contesto lavorativo a misura di persona – aggiunge Maino –. Ciascuno con le proprie capacità apporta un contributo alla buona riuscita degli obiettivi che la cooperativa si pone. Ognuno può dare il meglio di sé». Se ripensa alla storia scritta in questi 18 anni non c’è una persona particolare che custodisce nel cuore, lo sono tutte con le loro storie. Dal 2008 da Oltre l’Arte «è passata davvero tanta vita che contempla tante fragilità – conclude –, tante condizioni di fronte alle quali la cooperativa si è messa fortemente in discussione provando ad accogliere e accompagnare».
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