Lavorare 13 ore al giorno รจ sbagliato, ma lavorare si deve
diย Andrea Lavazza
Fa discutere la riforma del Parlamento greco che allunga l'orario di lavoro su base volontaria. Il punto non sono i limiti, ma che tipo di crescita vogliamo
Caro Avvenire,
il 16 ottobre il Parlamento greco ha approvato una riforma che consente di lavorare fino a 13 ore al giorno nel settore privato. Una scelta che viene giustificata come risposta alla crisi demografica e alla necessitร di crescita, ma che solleva un interrogativo che riguarda tutta lโEuropa: รจ aumentando lโorario di lavoro che si migliora lโeconomia o si peggiora la vita delle persone? In Grecia si lavora giร piรน che nel resto dellโUnione, con 1.898 ore annue per lavoratore secondo lโOcse. Il problema non รจ la quantitร di ore, ma la scarsa produttivitร legata a settori a basso valore aggiunto e pochi investimenti in innovazione. La risposta del governo rischia di trasformare la fatica in norma, senza affrontare le cause strutturali. Anche in Italia conosciamo la pressione di straordinari non riconosciuti e reperibilitร continua. La tecnologia, che avrebbe dovuto liberare lโuomo dal lavoro, spesso lo ha reso piรน controllato e disponibile h24. Il risultato รจ un paradosso: si lavora di piรน per guadagnare meno, con meno tempo per sรฉ e per la famiglia.
il 16 ottobre il Parlamento greco ha approvato una riforma che consente di lavorare fino a 13 ore al giorno nel settore privato. Una scelta che viene giustificata come risposta alla crisi demografica e alla necessitร di crescita, ma che solleva un interrogativo che riguarda tutta lโEuropa: รจ aumentando lโorario di lavoro che si migliora lโeconomia o si peggiora la vita delle persone? In Grecia si lavora giร piรน che nel resto dellโUnione, con 1.898 ore annue per lavoratore secondo lโOcse. Il problema non รจ la quantitร di ore, ma la scarsa produttivitร legata a settori a basso valore aggiunto e pochi investimenti in innovazione. La risposta del governo rischia di trasformare la fatica in norma, senza affrontare le cause strutturali. Anche in Italia conosciamo la pressione di straordinari non riconosciuti e reperibilitร continua. La tecnologia, che avrebbe dovuto liberare lโuomo dal lavoro, spesso lo ha reso piรน controllato e disponibile h24. Il risultato รจ un paradosso: si lavora di piรน per guadagnare meno, con meno tempo per sรฉ e per la famiglia.
Francesco Vitale
Catania
Catania
Caro Vitale,
tredici ore di lavoro al giorno su periodi prolungati possono essere letali per chiunque, come si รจ visto molte volte in passato e ancora oggi accade con situazioni di criminale sfruttamento in tanti Paesi. Un bel libro di recente tradotto in Italia dello storico francese Georges Vigarello (โStoria della fatica. Dal Medioevo a oggiโ, il Saggiatore) illustra quanto il carico di compiti manuali e intellettuali ha gravato sui nostri simili allโinterno o allโesterno di organizzazioni economiche. Siamo biblicamente โcondannatiโ al lavoro delle nostre braccia anche se oggi la tecnologia allevia di molto lo sforzo a cui la maggior parte di noi รจ chiamata. Ma il lavoro รจ anche compimento, fonte di soddisfazione e, ne diventiamo sempre piรน consapevoli mentre lโintelligenza artificiale insidia le nostre occupazioni retribuite, una necessitร non solo per il sostentamento materiale bensรฌ pure per lโequilibrio psicologico. Con questa premessa, veniamo alla legge greca che tanto ha fatto discutere. Va precisato che la norma varata dal Parlamento su iniziativa del governo di centrodestra non stabilisce un obbligo generale di lavorare fino a 13 ore al giorno, ma introduce la possibilitร โ per i dipendenti del settore privato, in โcircostanze eccezionaliโ โ di svolgere turni piรน lunghi, per un massimo di 37 giornate allโanno presso lo stesso datore di lavoro. Lโesecutivo del premier Kyriakos Mฤซtsotakฤซs sostiene che si tratti di unโopzione volontaria che consentirebbe, per chi lo desidera, di โaccorpareโ ore supplementari nello stesso impiego (anzichรฉ avere un secondo lavoro), con un aumento della retribuzione che puรฒ raggiungere il 40 per cento. Al contempo, la normativa comprende una modifica del mercato del lavoro che include lโestensione della possibilitร di contratti a termine, strumenti digitali di assunzione e la facoltร โ in settori a forte stagionalitร โ di distribuire diversamente ferie o turnazioni.
tredici ore di lavoro al giorno su periodi prolungati possono essere letali per chiunque, come si รจ visto molte volte in passato e ancora oggi accade con situazioni di criminale sfruttamento in tanti Paesi. Un bel libro di recente tradotto in Italia dello storico francese Georges Vigarello (โStoria della fatica. Dal Medioevo a oggiโ, il Saggiatore) illustra quanto il carico di compiti manuali e intellettuali ha gravato sui nostri simili allโinterno o allโesterno di organizzazioni economiche. Siamo biblicamente โcondannatiโ al lavoro delle nostre braccia anche se oggi la tecnologia allevia di molto lo sforzo a cui la maggior parte di noi รจ chiamata. Ma il lavoro รจ anche compimento, fonte di soddisfazione e, ne diventiamo sempre piรน consapevoli mentre lโintelligenza artificiale insidia le nostre occupazioni retribuite, una necessitร non solo per il sostentamento materiale bensรฌ pure per lโequilibrio psicologico. Con questa premessa, veniamo alla legge greca che tanto ha fatto discutere. Va precisato che la norma varata dal Parlamento su iniziativa del governo di centrodestra non stabilisce un obbligo generale di lavorare fino a 13 ore al giorno, ma introduce la possibilitร โ per i dipendenti del settore privato, in โcircostanze eccezionaliโ โ di svolgere turni piรน lunghi, per un massimo di 37 giornate allโanno presso lo stesso datore di lavoro. Lโesecutivo del premier Kyriakos Mฤซtsotakฤซs sostiene che si tratti di unโopzione volontaria che consentirebbe, per chi lo desidera, di โaccorpareโ ore supplementari nello stesso impiego (anzichรฉ avere un secondo lavoro), con un aumento della retribuzione che puรฒ raggiungere il 40 per cento. Al contempo, la normativa comprende una modifica del mercato del lavoro che include lโestensione della possibilitร di contratti a termine, strumenti digitali di assunzione e la facoltร โ in settori a forte stagionalitร โ di distribuire diversamente ferie o turnazioni.
Ad Atene, il dibattito รจ stato, non cโรจ bisogno di dirlo, acceso e polarizzato. Le organizzazioni sindacali hanno indetto due scioperi generali in questo mese di ottobre contro il provvedimento, considerato da molti come una minaccia al regime europeo delle otto ore giornaliere e del corretto equilibrio lavoro-vita. Si รจ detto che la โvolontarietร โ sia sostanzialmente illusoria in un mercato caratterizzato da elevata precarietร , salari bassi e forte asimmetria contrattuale, soprattutto per i piรน giovani. Il governo ha replicato sottolineando le emergenze strutturali alle quali era necessario dare risposta: il declino demografico, la fuga di giovani allโestero, i settori come il turismo e i servizi che faticano a reperire manodopera, lโelevata presenza di lavoro sommerso. In ogni caso resta forte il timore che nella pratica le condizioni di volontarietร e protezione possano venire compromesse, specialmente in un contesto in cui le tutele per i dipendenti risultano deboli. In realtร , la vera domanda, e non nuova, non riguarda quante ore servano per assicurare crescita a una nazione, ma quale tipo di crescita vogliamo. In unโera in cui la tecnologia potrebbe restituirci tempo e libertร , restiamo ancorati allโidea di misurare lโimpegno โ e di immaginare il risultato โ in termini di cartellino da timbrare allโinizio e alla fine di un lungo turno. Continuo a pensare che il lavoro debba occupare una porzione rilevante della nostra giornata. Credo perรฒ sia un errore non mettere dei limiti e, soprattutto, non cercare di costruire unโeconomia e una societร equilibrate, nelle quali ciascuno sia incentivato a trovare unโoccupazione confacente e degnamente retribuita, senza perรฒ sacrificare a essa tutta la sua vita.
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