«Paz, Salam & Shalom»: dire pace in musica ha un suono universale
domenica 3 giugno 2012
Scrivere la parola "pace" sulle pagine del pentagramma del mondo per farla risuonare nell'animo e nel cuore di ogni uomo in ogni angolo del pianeta; con questa dichiarazione d'intenti l'ensemble Canticum Novum e il suo direttore Emmanuel Bardon hanno costruito mattone su mattone, brano dopo brano il cd intitolato Paz, Salam & Shalom, andando a riscoprire antiche musiche provenienti dalle grandi civiltà nate e fiorite lungo le coste del Mar Mediterraneo (cd pubblicato da Ambronay e distribuito da Ducale).Il programma è altamente suggestivo e raccoglie testimonianze provenienti da repertori di derivazione araba, dallatradizione dei canti sefarditi (nati in seguito all'espulsione degli ebrei residenti in Spagna alla fine del XV secolo), ma soprattutto dalla straordinaria collezione delle Cantigas de Santa Maria, compilata tra il 1270 e il 1280 da Alfonso X "Il saggio", l'illuminato «Re delle tre religioni» che nei suoi componimenti in onore della Vergine riverberava la realtà estremamente diversificata che nella penisola iberica di quell'epoca vedeva convivere fianco a fianco cristiani, ebrei e musulmani.Come ammettono gli stessi interpreti, il punto di riferimento ideale del disco è proprio questa «lezione d'armonia venuta dal passato», l'ennesima che ci viene offerta dalla storia attraverso brani che ritrovano intatto il loro messaggio originario tra danze rituali, ninnananne e canti sacri (su tutti la trascinante Cantiga 100, Santa Maria, Strela do dia), riportati alla luce da ritmi levantini e da un variopinto organico strumentale che comprende ciaramelle, vielle, oud (gli antenati arabi del liuto) e un ricco campionario di percussioni.Voci e suoni dalle sfumature esotiche che si nutrono a piene mani di un Oriente più o meno vicino attraversoarrangiamenti che strizzano qua e là l'occhio ad atmosfere vicine a quelle della world music, ma che non perdono mai di vista l'obiettivo primario del progetto, che lo stesso Bardon ha affidato alle note di copertina del disco: «Abbiamo tutte le ragioni per tornare a eseguire queste melodie in una società contemporanea che tende a dimenticare come l'“altro” rappresenti una fonte di ricchezza e come il dialogo sia il soffio vitale di un'umanità in costante evoluzione».
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