Diacono e martire, davanti ai persecutori difese il Vangelo con i gesti e le parole
mercoledì 22 gennaio 2020
Servire il Vangelo significa non solo prendersi cura dei più poveri, ma anche saper difendere con le parole la fede in Cristo davanti agli attacchi del mondo, che vorrebbe emarginare e ridurre al silenzio. Così fece san Vincenzo di Saragozza, diacono e martire, testimone tra i più cari alla devozione della Chiesa spagnola. Crebbe al fianco del vescovo Valerio, che, per via della sua abilità oratoria, lo volle primo diacono. Vincenzo divenne così il più stretto collaboratore del pastore e si trovò a parlare anche per lui davanti ai persecutori. Nel 304, infatti, scoppiò la dura repressione della comunità cristiana decretata dall'imperatore Diocleziano. Vescovo e diacono furono arrestati e processati: Vincenzo si fece subito notare per la sua capacità di parlare e difendere la propria fede. Per questo fu preso di mira e fatto oggetto di atroci torture, che lo portarono alla morte.
Altri santi. San Gaudenzio, vescovo (327-418); san Vincenzo Pallotti, sacerdote (1795-1850).
Letture. 1Sam 17,32-33.37.40-51; Sal 143; Mc 3,1-6.
Ambrosiano. Sir 44, 1; 46, 6e-10; Sal 105 (106); Mc 3,31-35.
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