domenica 18 febbraio 2007
Èalmeno dalla nascita della Repubblica che la Chiesa viene accusata di ingerenza negli affari dello Stato, mentre è proprio chi l'accusa che s'ingerisce nelle cose della Chiesa pretendendo di dettarle come applicare il Vangelo, quale morale predicare e di insegnare a Papa e vescovi il loro mestiere. Accade anche adesso. Su Repubblica (domenica 11) Corrado Augias scrive: «Da vescovo combatterei prima Mammona. Ma quale Chiesa è questa?». Il ministro Bersani dice all'Unità che, sempre per i Dico, «bisognerebbe suonare le campane a festa». Poi specifica: «Almeno quelle laiche». Eugenio Scalfari, sul Venerdì di Repubblica (16 febbraio) accusa l'episcopato di volere «la cancellazione del Vaticano II» e minaccia: «Riflettano bene, in Vaticano». Il Riformista (martedì 13) formalizza la ritorsione: «Inauguriamo una nuova linea con la Chiesa, quella dell'ingerenza reciproca [...] con proposte di riforma del Codice di diritto canonico, dei testi liturgici, dell'ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati». Tre giorni dopo Liberazione, il quotidiano di Rifondazione, lancia le sue prime bordate blasfeme, ma confonde "ingerenza" (da "ingerirsi", che vuol dire entrare nelle cose altrui), con "ingerire", che significa il contrario: inghiottire, mandar giù. Il tutto per sostenere che «il dogma della transustanziazione scoperto da Tommaso D'Aquino è in contrasto con le leggi della repubblica». E spiega: «L'ostia, fatta di farina e acqua e bagnata con un po' di vino diventa carne e sangue, più precisamente il corpo di Cristo». Quindi la comunione «è un'ingeren- za grave: è un atto di antropo e deofagia, un atto di cannibalismo selvaggio. Chiediamo alla Chiesa di cancellarla e allo Stato di impedirla». I comunisti la fede dei cristiani non l'hanno mai mandata giù. Conoscevamo le loro offese e le loro blasfemie, ma a questo grado di stupidità, non erano arrivati neppure i loro compagni brigatisti vecchi e nuovi. Preghiera: Signore, liberaci almeno dalle stupidaggini di Liberazione. FUNERALI Anche Dacia Maraini, sul Corriere della sera (martedì 13) tenta malamente l'ironia. Dopo la sepoltura, in Lombardia, per i bambini abortiti, si figura che «presto saranno proposti funerali per gli embrioni e, perché no, per gli spermatozoi e per gli ovuli fecondati ma non andati a termine». E aggiunge che «da quando è stato legalizzato, l'aborto è diminuito del 40 per cento». Non è vero. Dopo la legge 194, gli aborti erano scattati dai poco più di centomila ai 240mila l'anno dell'era legale (140 per cento in più). Se adesso sono calati a 130mila (più 20-30mila illegali, dato Istat), vuol dire che siamo al 50-60 per cento in più. Senza contare le migliaia di aborti precocissimi causati dalle pillole del giorno dopo. LA SIGNORINA-REGALO Da Londra Libero e Il Giornale avevano pubblicato (28 gennaio) l'assai poco credibile notizia che le suore infermiere di un hospice di Oxford per malati inguaribili a un giovane di 22 anni, che da tempo chiedeva di avere una volta almeno un incontro con una donna, avevano «regalato una prostituta». Venerdì 16 Augias ha elogiato, su Repubblica, «lo spirito di cristiana carità con il quale una signorina si è prestata a dare qualche istante di felicità a un giovane condannato a una morte precoce». Su cristianesimo, carità e felicità il Corrado ha idee miserelle.
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