Una sana Costituzione grazie all’attività fisica
mercoledì 20 settembre 2023
Questa mattina succede, davvero. Ieri la Camera dei deputati ha celebrato il 75esimo anniversario della Costituzione, approvata proprio lì, il 22 dicembre 1947, e curiosamente i lavori parlamentari porteranno oggi l’assemblea ad esprimersi, per l’ultima e decisiva votazione, su una modifica della stessa. Ieri una grande atleta come Bebe Vio celebrava, insieme ad Andrea Bocelli e al Presidente Sergio Mattarella il testo fondante della nostra Repubblica e questa mattina dopo il voto, probabilmente unanime, sarà apportata una modifica all’articolo 33 della Costituzione, quello che si occupa di arte e scienza, al quale sarà aggiunto il seguente comma: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme». Questo sarà l’ultimo e definitivo passaggio: da domani l’attività sportiva «in tutte le sue forme», come recita il testo, sarà formalmente riconosciuta per il suo valore e come un investimento sul futuro del Paese. Lo sport e la cultura del movimento, infatti, come dimostrato dalla letteratura scientifica, costituiscono uno dei principali generatori di risparmio del Servizio sanitario nazionale, in termini di prevenzione e controllo di patologie come obesità, diabete, patologie cardiovascolari, disturbi dell’umore. Le palestre, gli impianti, le piscine dovranno essere considerati come veri e propri hub della salute, centri di prevenzione e controllo dei costi che il nostro Servizio sanitario nazionale sostiene ogni anno nella lotta contro queste patologie che coinvolgono milioni di italiane e di italiani, con un grande impatto anche sui minori. Lo sport e la cultura del movimento, insieme alla scuola, possono essere considerati come una grande agenzia educativa, capace di insegnare sul campo inclusione, solidarietà e rispetto, valori essenziali per stimolare il consolidamento di una sana società civile. Lo sport e la cultura del movimento costituiscono poi un luogo di investimenti e ricerca tecnologica, ma anche uno strumento in grado di agire sulla trasformazione del paesaggio, favorendo una maggior sensibilità ecologica e un maggior rispetto dell’ambiente, con impatti significativi, ad esempio, sul tema della mobilità urbana. Lo sport e la cultura del movimento rappresentano anche uno strumento che permette a migliaia di persone disabili di trovare la propria dimensione attiva nella nostra società o che consente a persone anziane di prendersi cura di sé, di migliorare la propria qualità della vita e di sviluppare relazioni, senso di comunità. Finalmente la buona volontà di migliaia di associazioni capillarmente diffuse sul territorio, tenute in vita spesso da un esercito di volontari e da risorse di denaro privato, in particolare quello delle famiglie, verrà riconosciuta dalla Repubblica. Un cambio di paradigma che introduce nel nostro ordinamento un vero e proprio “diritto allo sport”, che dovrà essere tutelato e reso accessibile a tutti, indipendentemente da età, talento, genere, provenienza geografica, status sociale ed economico: un diritto finalmente promosso e sostenuto da politiche pubbliche. Milioni di sportivi attendevano questo momento da una vita. © riproduzione riservata
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