Tra fritti e rifritti sul Titanic si balla per il Terzo
martedì 6 gennaio 2015
Tanti anni fa, per inquadrare la situazione del calcio italiano evocai il Titanic. Eravamo sotto film e non mi riferii tanto al feuilleton sentimentale quanto al gran ballo culminante con la tragedia: i Padroni del Vapore ballavano mentre la nave affondava. Un naufragio da ricchi dissipatori, in verità. Mentre oggi gli emuli di quegli sciagurati navigano senza nocchiero su carrette del mare in gran tempesta. E in bolletta. Per rifocillare i tanti “esperti” di mercato che sui media favoleggiano acquisti leggendari e rinforzi clamorosi per riprender quota in Europa, i conquistadores dell'ultima spiaggia propongono un dirompente mercato antiquario i cui pezzi pregiati sono i trentenni Sneijder, Lavezzi (recuperabili alla vigilia della pensione), Podolski e il rifritto Diamanti (magari Cavani) scaricati dai rispettivi club, ai quali aggiungono lo strepitoso rumeno Chiriches, notissimo nei circoli londinesi, e lo svizzero Shaqiri, l'ala che ai recenti Mondiali ha spezzato le reni a Honduras ed Ecuador. Tutti - tranne Podolski, noto per essere molto spiritoso - hanno una caratteristica che non piace a Capello, quel tecnico che definì il nostro campionato “poco allenante”; e immaginatevi quelli che sono rimasti bolliti addirittura in Francia e Turchia. Complimenti invece al Napoli che, scegliendo Gabbiadini, ha puntato sull'Italiano di qualità; come peraltro ha fatto il Milan recuperando il Cerci ripudiato, in attesa che altri - come Immobile, come Pellè, come Balotelli - facciano ritorno a casa. E il campionato è ripreso proponendo un Lazio-Sampdoria che apre la spropositata serie di sfide ingaggiate o annunciate per conquistare un solo traguardo: il Terzo Posto. Sono almeno una decina le squadre che hanno ricevuto il mandato per arrivare almeno ai preliminari di Champions, notoriamente una iattura e tuttavia un alibi per gli sconfitti: lo pretendono per primi gli Ambiziosi Berlusconi, De Laurentiis e Thohir/Moratti, fors'anche Della Valle. Si è aggregato anche Lotito contraddicendo un suo noto principio (tertium non datur). Meriterebbero l'onesta consolazione il Genoa e la Samp, dove si gioca a calcio senza far follie (Ferrero è un prodotto esotico), senza campionissimi, senza prendere per i fondelli i tifosi. Genova avrà paura del Bisagno, non del mare in tempesta.
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