Tra fiction e orrore: Gomorra e il rischio emulazione
sabato 28 maggio 2016
Confesso di far parte di quello strano esercito di italiani che, ogni martedì sera, non prenderebbero impegni fuori casa per nulla al mondo. Perché considero "Gomorra-La serie" – la fiction di culto tratta dal romanzo di Saviano e venduta da Sky Italia in 60 Paesi al mondo – un prodotto tv unico nel suo genere, capace di svelare ai telespettatori il "mondo parallelo" della camorra attraverso un racconto crudo e libero da ogni ipocrisia, popolato da personaggi, valori e regole che non hanno cittadinanza nel mondo ufficiale. La vera forza di Gomorra sta, in realtà, in un'assenza: nel romanzo di Saviano e nella fiction non esiste la classica contrapposizione tra bene e male, buoni e cattivi, eroi e vigliacchi. C'è soltanto una realtà terribile e totalmente pervasiva, caratterizzata da un'unica dimensione: una sorta di male assoluto, che si regge sul rovesciamento di tutti i canoni tipici della nostra vita quotidiana.Se tutto questo è vero, una domanda sorge spontanea: siamo sicuri che Gomorra non rischi di impressionare e "condizionare" ragazzi che vivono in realtà simili a quella raccontata dalla fiction – almeno per livello di degrado e per latitanza dello Stato – proponendo un modello di vita, o addirittura di riscatto, da emulare? Si potrebbe rispondere che la criminalità organizzata prospera proprio nel silenzio e nell'oblìo, e che racconti come questo servono a creare nella società la consapevolezza e gli anticorpi che servono a combatterla. E che in Gomorra, in effetti, non c'è alcuna esaltazione dei protagonisti del racconto, né si cerca di favorire processi di identificazione con chi vive la vita reale.Ma la risposta migliore a questi dubbi, e alle polemiche che inevitabilmente stanno accompagnando la messa in onda della serie tv, l'ha data Cristina Donadio, la bravissima attrice che nella serie interpreta il personaggio (tra i più feroci) di Scianel, reggente di una delle piazze di spaccio di Scampia. In tv il suo volto e le sue parole fanno paura, trasmettendo una crudeltà senza limiti. Ma parlando di legalità a un gruppo di studenti ad Ercolano, l'attrice ha voluto evitare ogni celebrazione di sé e della serie televisiva mettendo in guardia i giovani che la ascoltavano. «Attenzione, noi non siamo degli eroi. Siamo l'espressione massima dell'orrore», ha affermato dal palco. «Ricordatevelo».@FFDelzio
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