Tra Dio e Io. Ricostruire la D oltre vertigini e solitudine
giovedì 2 gennaio 2020
Capodanno! "Lupus" speciale. Non escono i giornali. Ho tra le mani il "Corsera" del 31 e a p.9 leggo questo titolone: «Sempre più single». Seguono «Dati Istat: una famiglia su tre è unipersonale. Nascite al minimo». Pare ovvio: da un single che resta tale non si attenderebbero nascite. Commento aggiuntivo: «De Rita: "Egoisti e soli: frantumiamo le relazioni"». È tutto? No! A p.5 altri due lampi. Un ex ministro strilla: «Su di me attacchi feroci!» Sic: «Su di me!». È tutto, ora? No. Giro pagina e leggo: «Il premier carta importante. Una sua lista elettorale? Sarebbe un bene». Ovvio che quel "sua" è ciò che conta. Dunque "io", dunque "su di me", dunque "mia"... Insomma: serie di "Io" in fila per tutti, come i "44 gatti" della canzone dello Zecchino d'oro, ma "con riporto" di nulla. Esaltazione di solitari: vertigini, desolazione e isolamento... Che dire? Mi torna in mente, e qui la rileggo, una specie di "Ricetta di salvezza" datami tanti anni fa da una delle persone più vicine al modello vivo di Gesù che abbia mai incontrato. Testo che può apparire anche ingenuo, ma vale la pena di leggerlo. Eccolo! Titolo: «La nostra avventura». 1: Creazione. Dio. La firma di Dio sul nostro essere. 2: Peccato. Io. Cancellata la D rimane l'Io fatto sovrano. (sic: la radice del "sovranismo", ndr). 3: Conversione. Ricostruire la D. Dimensionare l'Io. 4: Santificazione. D (con dentro l'Io ridimensionato). La D è ricostruita. Dio riprende il suo posto, e l'io piccolissimo vive immerso in Lui, «partecipe della divina natura per Cristo, con Cristo e in Cristo... Vivere ricostruendo la D, con Maria». Questo il programma, e questo l'augurio di Capodanno 2020. Ieri papa Francesco ha ricordato Maria e in Lei, che ha annegato il suo "Io" in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, ha glorificato tutte le donne del mondo. Sì: un "Lupus" speciale. E tanti auguri!
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