sabato 8 ottobre 2011
«Se sapessi che oggi è l'ultimo giorno della mia vita vorrei fare quello che sto per fare oggi» è una delle frasi pronunciate da Steve Jobs, morto a 56 anni distrutto da un tumore. Il suo nome è su tutti i giornali del mondo poiché questo genio della tecnica ha inciso profondamente nella vita di ognuno di noi e quasi senza che ce ne rendiamo conto ci ha messo nelle mani un potere che non ha confini. Anche chi non usa per ragioni personali le sue invenzioni ne viene condizionato ed i suoi computer, gli iPod, iPhone, iPad, ormai attorno a noi, fanno parte del nostro vivere quotidiano. Sull'ultimo nuovo iPhone che godrà di un nuovo riconoscimento vocale si potranno inviare sms con la voce o chiedere che tempo fa , oppure dove ci si trova in quel momento, aprendo così nuove imprevedibili strade alla inventiva futura. Jobs, certamente un genio della tecnica e della sua diffusione, ha spinto anche con le sue parole a trovare in questa materia, che può apparire fredda, un calore umano quando, parlando ad un pubblico giovane, diceva: «Non smettete di sognare, seguite il vostro cuore, siate affamati, siate folli». Ecco allora l'uomo spinto dalla fantasia che raggiunge il suo scopo usando per la ricerca delle verità emergenti dal buio e dal mistero anche ciò che chiama follia, la temerarietà. Egli ha aperto una delle strade essenziali per far crescere il nostro mondo insegnando a investire sulla creatività e quindi spingendo quella fantasia che siamo soliti abbinare al tempo della musica e della poesia anche verso questo futuro della tecnica che è già in cammino. Per creare o migliorare il modello tecnico che abbiamo già nelle mani c'è bisogno della stessa fantasia che mette un poeta nelle sue rime, della stessa passione di chi ascolta la musica che ha nel cuore e ne scrive le note sulla tastiera di un piano. Il cervello dell'uomo ha potenzialità infinite che ci continuano a sorprendere e se fossimo capaci di sfruttarle in un clima di pace potremmo arrivare a scoprire quello che cerchiamo da secoli: la ragione e l'inizio della vita nell'universo. Ma perdiamo invece tanto tempo nell'inventare armi di distruzione sempre più capaci, perdiamo denaro nel promuovere nuove guerre, nuovi sistemi di violenza per portare la morte. Abbiamo nascosto sotto terra un potenziale atomico di immensa portata e basterebbe l'idea di un pazzo per distruggere in pochi minuti il nostro globo che continuerebbe a girare come un ammasso di polvere e sassi fino a sparire. Con la coscienza di conservare questo pericolo non ci occupiamo di stanziare i fondi necessari per renderlo innocuo, né aiutiamo a sufficienza gli istituti di ricerca e i singoli giovani alla cui fantasia è legata l'umanità di domani. A volte seguendo le vicende dei nostri Paesi, anche i più illuminati, pare sia andato perduto l'equilibrio, la ragione e il senso della vita. Nel migliore dei casi si permette al tempo di passare inutile e vago o consumato nei litigi personali, senza usarne come ci aveva invece ricordato la Bibbia, «per assoggettare la terra».
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