Siamo sempre a Sud di qualcun altro
giovedì 5 gennaio 2006
Lupus psico-indiziario. "La gente del Sud è più buona e intelligente": lo ha detto di slancio donna Franca Ciampi a Napoli, in mezzo alla gente che le manifestava affetto. Si potrebbe discutere su quel "Sud": siamo sempre a Sud di qualcuno e qualcosa, per esempio del Polo Nord. Ma è una opinione e tale resta, finché non è confermata dai fatti. Ne servirebbero almeno tre, si dice, perché tre indizi fanno una prova. E subito un primo indizio arriva. Ieri su tutti i giornali, infatti, con le parole di Donna Franca anche "l'ira della Lega" ("Corsera", p. 13) e la protesta di un onorevole che le giudica "razziste nei confronti del resto della popolazione", e poi insiste: "Da uomo del Nord mi sento offeso, e con me dovrebbero esserlo i due terzi della popolazione italiana". Letto e trovato l'indizio. Non per tutta la gente del Centro e del Sud, ovviamente, ma certo "la gente del Sud" è più intelligente di qualcuno che si dice "uomo del Nord", e che quando parla perde una bellissima occasione per stare zitto. Vale anche per chi scrive e per chi pubblica, talora. Martedì "L'Unità" apre le sue "Lettere", chiamate pomposamente "Commenti", con lo scritto di un certo Marani tutto scandalizzato perché il presidente Ciampi ha sì elogiato la "laicità" e il "dialogo", ma solo le "flebili voci di Boselli e Capezzone" protestano forte perché quei due, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, insistono a dire, addirittura, che "al di fuori di Cristo non c'è salvezza". Malpelo la butta lì, come pura ipotesi: se questo Marani è del Nord sarebbe un secondo indizio. Speriamo non arrivi il terzo.
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