Si ironizza sul diabolico 2020 ma per tanti è stato un inferno
domenica 6 dicembre 2020
Apprendo dei 2 milioni e passa di visualizzazioni raggiunti in soli tre giorni su YouTube dallo spot “Match Made in Hell” ( bit.ly/39ETLgC ) dall'acuto e circostanziato commento che ne fa Annalisa Teggi su “Aleteia” ( bit.ly/3qpcW3Q ). Il cliente è Match.com, un sito di incontri basato nel Regno Unito ma con diramazioni geografiche e tematiche in mezzo mondo, compresi eventuali «christian dating». Il soggetto sviluppato dal regista, Ryan Reynolds, è che grazie all'iscrizione a Match persino il diavolo ha trovato l'anima gemella. È una bella ragazza, dice di venire anche lei dall'inferno e di chiamarsi 2020. Dunque la storia che lo spot narra è una storia della pandemia. La coppietta infatti si frequenta in un mondo distopico che è quello del Covid, cioè deserto: al parco, dove si conoscono mentre un fulmine stecchisce uno sparuto scoiattolo; in palestra, allo stadio, al cinema, per le strade e nei bagni pubblici, che i due innamorati possono lietamente vandalizzare. Ovvio che “lui” desideri che «quest'anno non finisca mai»: il 2020 è davvero, dice questo video, l'anima gemella del diavolo. L'idea dello spot allora è: «Qualcuno si sarà innamorato anche in questo anno terribile», anche se l'autore definisce «leggermente deformato» il risultato. Giustamente Annalisa Teggi si rammarica che essa non sia stata svolta in positivo, in chiave di speranza, e mentre coglie le ragioni della scelta di un testimonial “religioso” la cui popolarità, diciamo così, è garantita, critica la pretesa di un'ironia che piuttosto è «una forma di intrattenimento che spinge sull'esagerazione per far ridere chi non ha più motivi per essere felice». Aggiungo che, guardato per bene, lo spot non mette in scena altro che la nostra odierna disperazione. E trovo inaccettabile che, volendo divertire al solo fine di aggiungere qualche iscritto a un sito e qualche sterlina nelle tasche di chi lo gestisce, si feriscano quelli, e sono tanti, per i quali il 2020 è stato davvero un inferno.
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