Dalla bimba che parla al Cielo al generatore di tiritere: speculare sulla fede in rete
Breve rassegna di casi nei quali alcuni credenti si esprimono nell’infosfera ecclesiale forzando, in un modo o nell’altro, la buona fede di chi li segue

Ci sono infiniti modi con i quali si abita l’ambiente digitale in nome del Signore e della sua Chiesa, ma alcuni di essi mi suscitano qualche interrogativo. Ancora una volta uno di questi casi, che segnalo, riguarda una bambina. Sull’account Instagram della mamma, Suelen Adriani, aperto (suppongo) in Brasile nel 2023 e tutto dedicato alla quotidianità del rapporto tra lei e la figlia Sara, è apparso il 26 dicembre scorso un video (bit.ly/4qFxEL9) che mentre scrivo è giunto a 10,4 milioni di visualizzazioni, quasi 900mila reazioni, 10mila commenti: numeri fuori scala in rapporto ai quasi 11mila follower della signora Adriani. Nel video Sara, che avrà 7 anni o giù di lì, è nel cortile di casa, sui suoi roller rosa, e, guardando il cielo al crepuscolo, dice: «Ciao Dio, tutto bene? Ti amo, buon compleanno, puoi rispondermi?». Appare il bagliore di un lampo, e subito la bambina rivolge alla mamma (cioè alla videocamera) uno sguardo tra l’attonito e lo spaventato. “ChurchPop” rilancia il video con un titolo acchiappaclic: «Bambina emoziona Internet: augura “buon compleanno” a Dio e un fulmine illumina il cielo» (bit.ly/49liYtG), anche se l’autore del post attribuisce a «molti» ma non a sé stesso l’interpretazione soprannaturale del fatto e si limita a sottolineare ciò che esso insegna a proposito della semplicità, gradita a Dio, della fede dei piccoli. Fede che, proprio per questo, non andrebbe esposta in Rete, e meno che mai alludendo a fenomeni soprannaturali.
Non mi pare del tutto consapevole, dal punto di vista della vita ecclesiale, la pur apprezzabile idea di «adottare» digitalmente per il 2025 un qualunque vescovo nella propria preghiera quotidiana. In effetti, nel presentarla su “Aleteia” anglofono (bit.ly/49dhtis), si mette in evidenza che il primo vescovo per il quale pregare, e per il quale in effetti si prega a ogni messa, è quello della propria diocesi; ma poi la si propone ugualmente. Lo strumento per realizzarla è offerto da “Brick House in the City”, un sito statunitense di oggettistica a tema cattolico realizzata artigianalmente e venduta da una giovane donna e mamma credente. «Ogni anno la Chiesa chiede molto ai suoi vescovi in un mondo che è spesso pesante e diviso… Adotta un vescovo per il nuovo anno, tienilo davanti al Signore con fede e stai accanto a coloro che guidano e proteggono la Chiesa che amiamo»: queste le parole che, nella pagina apposita (bit.ly/4ppZrhx) del sito, precedono il pulsante da cliccare per l’assegnazione del vescovo statunitense a favore del quale intercedere. Ho fatto un po’ di tentativi, vedendomi proporre ogni volta un nome diverso: è evidente che la risposta è casuale. L’iniziativa suggerisce, per «andare in profondità», di visitare il sito dell’associazione di donne cattoliche “The Dorothea Project” (bit.ly/4ppZFFp), che però non la rilancia. Invece “Aleteia” la ripropone anche nella versione ispanofona (bit.ly/3L8LRRU), dove aggiunge un link al direttorio dei vescovi messicani per scegliersi da soli il vescovo da adottare
Si rivolge decisamente a una sola porzione di Chiesa, quella che se ne sta in disparte orgogliosa della propria antimodernità, l’iniziativa di un soggetto anglofono che si fa chiamare Sicut Thomas Dubitavi. Su X (bit.ly/3Z3JUcy) ha 2mila follower, con gli ultimi post o repost ostili a Leone XIV e a tutti i suoi predecessori dopo Pio XII, nonché agli insegnamenti del concilio Vaticano II. C’è un indirizzo email e c’è anche un sito, al momento circoscritto alla vendita di agende del 2025. Doveva esserci anche un blog, “Usquequo Domine 1958”, ma al momento risulta rimosso, così come inattivi appaiono gli omonimi e coevi account Instagram e Facebook. Coerente con le suddette posizioni Sicut Thomas Dubitavi propone su X un programma chiamato “Modernist Claptrap Generator” (bit.ly/45Dt8EL), in italiano “Generatore di tiritere moderniste”. Se interrogato, esso formula immediatamente frasi come: «La testimonianza profetica è un’esperienza con le periferie», o: «La speranza ci spinge al dialogo con il grido della terra». Se ben capisco, sul programma sono stati caricati, estraendoli dai rispettivi testi del magistero ecclesiale, alcuni soggetti, predicati e complementi che vengono restituiti abbinandoli casualmente, così che se ne smarrisce il senso e si conferma l’orecchio antimoderno cui sono destinate nel considerarle «tiritere». Un giochetto da principianti informatici, che nessun battezzato, moderno o antimoderno che sia, potrebbe e dovrebbe prendere sul serio.
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