Un San Valentino cristiano: parole e sorprese nel Web

L’infosfera ecclesiale e la festa degli innamorati: la storia, la spiritualità, le preghiere da evitare e perfino un videogioco
February 14, 2026
Un San Valentino cristiano: parole e sorprese nel Web
Uno screenshot del videogoco "Level up!"
Le feste che i centri commerciali imbandiscono nel primo semestre dell’anno, avendo come principale sponsor l’industria dolciaria, hanno un legame solo superficiale con il calendario liturgico: vale per la mariana festa della mamma della seconda domenica di maggio, vale per la festa del papà del 19 marzo, San Giuseppe, e vale per quella odierna degli innamorati, San Valentino. Anche se per questa si possano documentare – lo ha fatto con diversi post, negli anni, la storica Lucia Graziano sul suo blog “Una penna spuntata” (bit.ly/404pBw3) – tradizioni secolari ma non millenarie (come talvolta capita di leggere. Ciò non toglie che la comunità cristiana, e l’infosfera ecclesiale che in parte la rispecchia, prenda occasione da questa ricorrenza per qualche riflessione su fidanzati e sposi. Visito i blog e i social delle coppie italiane di missionari digitali che conosco, Anita Baldisserotto e Giuseppe Signorin di “Mienmiuaif”, Francesca Gasparotto e Dennis Bernardi di “Luce Sponsale”, e Luisa e Antonio De Rosa di “Matrimonio cristiano”, e trovo che sono questi ultimi a sottolineare abbastanza regolarmente la festa di San Valentino con post propri o di loro ospiti. Il più recente, del 2024 (bit.ly/4atvc3Z), tematizza la coincidenza di quell’anno tra San Valentino e il Mercoledì delle Ceneri: se la Quaresima ci invita «a fare memoria del nostro amore per Gesù e perfezionarlo sempre di più», anche «San Valentino può avere lo stesso significato. Soprattutto per chi è sposato da un po’ di anni».
Anche don Manuel Belli, l’anno scorso, è andato a zonzo sul web per San Valentino, ma ci ha trovato cinque preghiere che, dice, «spero Dio non ascolti». Così, in un video sul suo canale YouTube “Scherzi da prete” (bit.ly/4ktjCKC) le commenta esasperandone, tra il serio e il faceto, gli accenti. Chiedere a Dio di far comprendere alle coppie cristiane «il mistero inesprimibile che amare è soffrire» rischia di non mettere in luce la risurrezione: «Il male e la morte sono nemici da sconfiggere»; «possono essere anche una prova importantissima» ma sapendo che in esse «non viene meno l’amore». È una distorsione invocare Dio perché ci faccia patire «in modo esasperato» qualora come coppia ci allontanassimo da lui, perché egli «non è uno che ti prende a bastonate», ma che «attrae a sé con la seduzione per la bellezza del progetto del suo Regno». A chi per San Valentino prega: «Signore, sono alla ricerca di una donna da amare, di una donna della quale prendermi cura, di una donna da rispettare nella sua dignità di essere creato da te» don Belli immagina che Dio risponderebbe di procedere passo dopo passo: prima conoscere una persona, frequentarla, scoprire il piacere di fare cose insieme e finalmente desiderare di prendersi cura, reciprocamente. E infine chiedere a Dio: «Il nostro incontro alleggerisca i nostri cuori troppo soli» e «renda la nostra vita gioiosa e non più triste» lascia intravedere «due malesseri» che difficilmente il matrimonio potrebbe curare.
Questi riferimenti d’archivio alla festa degli innamorati servono a inquadrare l’idea, fatta propria dalla Conferenza episcopale spagnola, di un videogioco che mostri «la bellezza del matrimonio cristiano», e di lanciarlo proprio per San Valentino. Si intitola “Level Up. El juego de dos”; l’ha ideato da un gruppo di studentesse dell'Università pontificia di Salamanca (UPSA) e l’ha sviluppato il designer Federico Peinado (Università Complutense di Madrid) per Artax Games. I personaggi sono disegnati in “pixel art”, le musiche pure rimandano ai videogame degli anni Ottanta. In un post su “Religion Digital” (bit.ly/4aHMvQ5) si legge che «i protagonisti, Fran ed Elena, affrontano diverse difficoltà di coppia come problemi economici, di alloggio o la comparsa di ex fidanzati». Siamo così introdotti al gioco vero e proprio (bit.ly/3MFcKxk) con l’affermazione che il matrimonio è «l’avventura più epica» e che il «passare di livello» che gli dà il titolo è metafora del superamento delle difficoltà che una coppia può attraversare. È in coppia, infatti, che si gioca, per scalare i sei livelli e ottenere in cambio doni come la modestia, la generosità, l’empatia, la pazienza, l’autocontrollo, l’integrità e la responsabilità. Difficile immaginare che questa iniziativa dia un impulso decisivo al rilancio del matrimonio come vocazione in Spagna. Ma come pretesto per dare risalto mediatico alla campagna “Matrimonio es +” (giunta al quinto anno), con la quale le diocesi celebrano dal 14 al 21 febbraio la “Settimana del Matrimonio”, scommetto che funzionerà.

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