Bollette, arriva bonus extra da 115 euro. Sconti alle imprese, più Irap a produttori
Via libera in Cdm al decreto che aumenta il sostegno alle famiglie vulnerabili e numerose. Per le medie imprese, spiega Meloni, minori costi sino a 10mila euro l’anno «Premi» a chi applica sconti volontari. Le opposizioni attaccano: «Misure insufficienti»

Dopo mesi di estenuante travaglio il Governo partorisce l’atteso decreto bollette, varato dal Consiglio dei ministri di mercoledì assieme alle misure di emergenza per il maltempo al Sud. Un testo che in buona sostanza conferma le bozze circolate nei giorni scorsi, oggetto di una lunga limatura proseguita fino a martedì notte e di una trattativa logorante all’interno della maggioranza. Dunque, via libera al meccanismo di disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas, al bonus aggiuntivo di 115 euro per le famiglie vulnerabili, alle agevolazioni per le imprese e allo scorporo dei costi per l’Ets (il sistema di compensazione per le emissioni di Co2 imposto dall’Ue).
Il valore politico del provvedimento si misura con la decisione di Giorgia Meloni di illustrarne in prima persona contenuti e obiettivi, con un video diffuso via social poco dopo la fine della riunione di Palazzo Chigi. La premier prevede un «impatto rilevante», con «risparmi e benefici diretti nell'ordine di oltre 5 miliardi di euro». Risorse importanti, ma necessarie per rispettare una delle «priorità» fissate dall’esecutivo a inizio legislatura: «Fare il possibile per ridurre il peso delle bollette» e offrire al comparto «risposte strutturali e non di emergenza».
Lo sconto di 115 euro garantito ai nuclei bisognosi va ad aggiungersi al bonus sociale di 200 euro già previsto e più volte «potenziato» nel corso della legislatura, come ha tenuto a ricordare il capo dell’esecutivo. Un vantaggio che interesserà 2 milioni e 700mila famiglie (con Isee fino a 9.796 euro oppure fino a 20mila euro nel caso di nuclei con almeno quattro figli). Inoltre, le aziende fornitrici avranno la possibilità di applicare un ulteriore sconto su base volontaria di almeno 60 euro all'anno per gli Isee fino 25mila euro. Uno sforzo che il Governo ricambierà con un «riconoscimento in termini di visibilità» non meglio specificato.
Meloni ha annunciato anche un «meccanismo che introduce il disaccoppiamento del prezzo dell'energia elettrica da quello del gas», attraverso «una piattaforma pubblica che consente alle aziende di aggregarsi per acquistare direttamente dai produttori l'energia, svincolandosi dal mercato attuale». La premier è convinta che questo consentirà, «facendo leva sul mercato dei cosiddetti Ppa (Power purchase agreement, i contratti a lungo termine per la compravendita di energia elettrica), di abbassare il prezzo dell'energia anche grazie alla garanzia dello Stato» con Gse e Sace. Si tratta, rispettivamente, del Gestore dei servizi energetici (la partecipata che opera nel settore energetico con vari ruoli) e la società di Cassa depositi e prestiti che si occupa di finanziamenti delle imprese e assicurazione del credito. Il decreto, prosegue la presidente del Consiglio, mette mano anche al capitolo controverso degli Ets, il meccanismo di compensazione per le emissioni di Co2 imposto dall’Unione Europea. Meloni assicura che non contribuirà più alla determinazione del prezzo delle rinnovabili, anche se ammette che «avrà bisogno dell'autorizzazione dell'Ue». È vero però, come fatto presente dalla premier, che il nodo è al centro dell’attenzione anche di altri Paesi membri. «Gli Ets sono di fatto una tassa voluta dall'Ue – argomenta – che grava sulle modalità inquinanti di produzione di energia. Questo ha una sua logica, ma il problema è che se ne tiene conto anche per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche le rinnovabili, che questa tassa non la pagano».
Ci sono poi una serie di norme per alleggerire i conti di artigiani, ditte individuali e Pmi: «Un artigiano o un piccolo ristoratore avrà una riduzione media di oltre 500 euro l'anno sulla bolletta elettrica e di 200 su quella del gas», continua Meloni, mentre per le aziende di maggiori dimensioni «il beneficio stimato cresce fino a circa 9 mila euro l'anno per l'elettricità, 10 mila euro l'anno per il gas», fino ad arrivare a 220 mila euro annue sul gas per imprese più grandi. Completano il quadro il taglio dei tempi di pagamento degli oneri di sistema che le aziende sono tenute a versare allo Stato e l'aumento dell'Irap del 2% sulle aziende che producono e forniscono energia.
Per quanto riguarda l’altro decreto approvato, quello per il maltempo, con annesse delibere di Protezione civile, le risorse destinate a famiglie e imprese in Calabria, Sicilia, Sardegna e Campania, ammontano a oltre 1 miliardo di euro, compresi i 100 milioni già stanziati in precedenza.
Unanime il coro delle opposizioni contro un decreto che a loro dire avrà effetti trascurabili. Per il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani, il provvedimento è «debole, privo di visione e largamente insufficiente rispetto alla gravità della situazione». Mentre per i parlamentari delle commissioni Attività produttive del M5s «lascia spazio solo a interventi fiacchissimi». «Non c'è alcun disaccoppiamento del gas dal prezzo dell'energia - taglia corto Angelo Bonelli di Avs -, che si realizza attraverso un aumento della produzione di energie rinnovabili. Cosa che questo governo non sta facendo».
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