Segni dei tempi digitali: ora si prega “con” il Papa

La Rete mondiale di preghiera del Papa si evolve: al centro della nuova iniziativa “Prega con il Papa” non ci sono più i video ma le app
January 17, 2026
Segni dei tempi digitali: ora si prega “con” il Papa
Ho accompagnato con interesse, sin dal suo esordio nel 2016, l’attività della Rete mondiale di preghiera del Papa: erede legittima dell’Apostolato della preghiera, tale opera (che collabora con il Dicastero per la comunicazione e dal 2020 è costituita come fondazione vaticana) ha preso sul serio le opportunità offerte dal web alla secolare tradizione di accogliere nella preghiera quotidiana una specifica intenzione espressa dal Papa. Dieci anni dopo, e con Leone XIV succeduto a Francesco, si assiste a una significativa svolta nelle sue modalità di realizzazione, che è stata illustrata lo scorso 7 gennaio durante un’apposita conferenza stampa (bit.ly/3LtXuTy; Agnese Palmucci ne ha dato conto qui su “Avvenire” il giorno dopo, a p. 16). Il centro dell’attività della Rete non è più la diffusione del “Video del Papa”, anche se esso continua a essere prodotto e a giocarvi un ruolo determinante, bensì l’iniziativa “Prega con il papa” (bit.ly/4jGTdZz): data da Leone XIV, a inizio mese, un’intenzione di preghiera (già pubbliche tutte quelle del 2026 bit.ly/3YBdbLJ) essa viene diffusa con un video e anche con un audio ed è formulata in modo che gli oranti avvertano di pregare “con” il Papa e non solo “per” ciò che il Papa ha indicato. «Vuole essere una porta aperta affinché chiunque, ovunque si trovi, possa unirsi all'intenzione di preghiera che il santo padre propone ogni mese, pregando con lui in modo sinodale, sostenuti dalla stessa missione», ha detto ai giornalisti padre Cristóbal Fones, neodirettore della Rete.
Il tema scelto per questo mese di gennaio 2026 è «Per la preghiera con la Parola di Dio». Visionando il filmato (bit.ly/4jKl8I6; ma non va dimenticato che si tratta di un prodotto fruibile anche solo in audio) si possono annotare diverse e significative modifiche rispetto a quelli realizzati in passato; modifiche che nei sette “Video del Papa” in cui, nel 2025, compariva papa Prevost erano già state, in parte, sperimentate. La durata è di oltre 4 minuti, a fronte degli 1-2 minuti cui eravamo abituati. L’ambientazione delle immagini in cui è presente il papa è una chiesa (segnatamente la cappella di San Pellegrino, entro le mura vaticane), non più il suo studio. Il testo pronunciato è una preghiera e comincia, come ogni preghiera cristiana, con il segno della croce, mentre il format precedente prevedeva la formulazione della sola intenzione di preghiera, «Preghiamo per…», e una sua illustrazione. C’è più spazio per il silenzio, sostenuto da un discreto “tappeto” musicale. L’utilizzo di inserti video, cui si faceva abbondantemente ricorso dal 2016 al 2025 proprio per rendere più efficace tale illustrazione, è ora ridotta. La schermata “Come pregare con il Papa?” (bit.ly/4a0NY2D), cui si accede da “Prega con il Papa”, offre indicazioni semplici ma molto precise su come utilizzare i materiali offerti, e la parallela schermata “L’audio del Papa” collega alle applicazioni (app) di preghiera attraverso le quali ascoltarlo, tra le quali figura anche la popolarissima “Hallow”.
L’evidente cambiamento di linguaggio non si spiega solo con la diversa personalità di papa Prevost a confronto di papa Bergoglio. Nel decennio trascorso dalla riforma in senso digitale dell’Apostolato della preghiera non c’è dubbio che sono cambiati, e molto, i linguaggi della Rete. In particolare il linguaggio della preghiera assistita, per così dire, dai dispositivi digitali ha visto la diffusione di varie specifiche app, una delle quali, “Click to pray”, messa in campo a cavallo tra il 2018 e il 2019 dalla stessa Rete mondiale di preghiera del Papa. Come ho già osservato anche in altra sede, sempre più chierici e religiosi/e se ne servono, talvolta anche all’altare o sull’ambone, invitando l’assemblea a fare altrettanto anziché utilizzare i tradizionali foglietti e libretti (come non ricordare il periodo del Covid?); e in effetti l’app caricata sullo smartphone può aiutarci a essere maggiormente fedeli all’orazione quotidiana, togliendoci innumerevoli alibi. Così, se l’originario progetto del “Video del Papa” puntava semplicemente, nel 2016, a utilizzare il web e i social per far circolare più velocemente e più capillarmente un testo fino ad allora affidato a un foglietto di carta, l’attuale iniziativa “Prega con il Papa” intende accompagnare e sostenere il momento stesso in cui il fedele decide di pregare “per” l’intenzione del Papa, inserendolo più puntualmente, attraverso i dispositivi digitali, in una comunità di preghiera guidata, nientemeno, dal Papa stesso.

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