Digiuno, preghiera, elemosina: la Rete accompagna la Quaresima

I tempi liturgici sono sempre più “forti” negli ambienti digitali, ma con accenti diversi e qualche indebita incursione degli assistenti automatici
February 28, 2026
Digiuno, preghiera, elemosina: la Rete accompagna la Quaresima
/Foto Icp
Ogni anno di più, all’inizio dei tempi liturgici forti la Rete si attiva per accompagnare il cammino spirituale dei fedeli: lo sto constatando anche in questi primi giorni della Quaresima 2026. Ma con accenti diversi rispetto alle tre pratiche penitenziali che la Chiesa raccomanda ispirandosi al Vangelo: digiuno, preghiera ed elemosina. Di quest’ultima si parla, ma in genere senza offrire degli strumenti digitali per praticarla, ed è un bene, perché una semplice donazione online è molto meno impegnativa di un personale farsi prossimo a chi è nel bisogno. Quanto al digiuno, sono frequenti le raccomandazioni a rendere più rarefatta, o a sospendere totalmente, la nostra attività sulla Rete stessa. Spesso si trovano rilanciate le proposte di “digiuni digitali” provenienti dal magistero; talvolta i creator ne elaborano in proprio. Ma la più assistita dal web tra le pratiche penitenziali quaresimali è senza dubbio la preghiera. Non a caso “Hallow”, l’app a pagamento di preghiera cattolica che vanta di essere la numero uno al mondo, il Mercoledì delle Ceneri è salita al vertice della classifica delle app più scaricate di Apple. Ne dà l’annuncio un post su “Aleteia” (bit.ly/4tSmODU) fin troppo entusiasta, come del resto l’annuncio del cofondatore Alex Jones su X: «Dio, ti sei superato! Gesù è il numero uno!». La specifica offerta per il 2026 è la sfida “LentPray40”, che prevede 47 sessioni quotidiane incentrate sulla parabola del figliol prodigo e su “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij.
Restando in tema di spiritualità e strumenti digitali condivido un’esperienza personale che coincide più o meno con l’inizio della Quaresima, anche se non vi si fa esplicitamente appello. Tramite Messenger si è fatto vivo, da un mese a questa parte, un utente – di cui tacerò l’account – alla cui richiesta d’amicizia su Facebook avevo risposto positivamente un anno fa, salvo poi lasciar cadere ulteriori contatti (diffidando dell’alternarsi, sul diario, di devozioni, torte e gattini). Questa volta l’interesse professionale mi ha fatto rispondere a una garbata sollecitazione con «Domandi pure». Ne è seguita una sequenza pressoché ininterrotta di messaggi mirati a farmi seguire una «catechesi internazionale» via audio, con scelta tra quattro diversi orari. Gli argomenti per convincermi comprendono lusinghe (è «diretta a tutti i popoli della terra di ogni cultura e religione, per guidarli sulla retta via della Luce, ad accogliere il ritorno del Signore») e minacce («chi ne rimane fuori rischia di perdersi la seconda venuta di Cristo. Tu sei uno che vuole accogliere il Signore o respingere?»). Aggiungo che nei primi messaggi l’utente ammette candidamente: «Ti scrivo prima come AI assistente automatico, solo per organizzare meglio le conversazioni e non perdere nessuno»; poi si dichiara «una mamma cattolica di Assisi» ma, secondo il profilo, vive altrove. Anche la sintassi dei testi mi suggerisce che “dopo” l’assistente automatico non ci sia nessuno – o meglio: nessuno che non sia mosso da interessi commerciali più che religiosi.
A proposito di digiuno, invece, si fanno seguire con interesse due videolezioni del teologo Robert Cheaib, docente prima a Roma e poi, da qualche anno, all’Università cattolica di Lione e attivo in Rete da tempo a partire dal blog “Briciole di teologia” (bit.ly/4qXGdko), sebbene gli impegni in Francia l’abbiano indotto a una rarefazione delle pubblicazioni. Caricati sul canale YouTube il 16 e il 19 febbraio, lunghi rispettivamente 12 e 14 minuti, premiati complessivamente da 14mila visualizzazioni e 300 commenti, mettono a fuoco la valorizzazione del digiuno quaresimale come specifica pratica ascetica che implica il coinvolgimento del corpo. Il primo filmato (bit.ly/4aPO5OK) descrive, sul digiuno, tre argomenti correnti che tradirebbero un «cristianesimo al ribasso» e tre benefici: liberare del tempo, farci avvertire la nostra fragilità fisica, vivere la carità condividendo ciò che si risparmia. Il secondo filmato (bit.ly/3OOTcr3) approfondisce il concetto illustrando la pratica del digiuno quaresimale nella Chiesa maronita, che per ragioni familiari l’autore conosce bene. Cheaib ne presenta i tratti principali: l’intermittenza quotidiana e l’evitare il cibo di origine animale, e i numerosi dettagli e varianti, sottolineando che si tratta di un percorso ecclesiale, sociale e non solitario, e insistendo molto sul criterio della moderazione: che «è ciò che distingue, dicono i padri del deserto, l’ascesi ispirata dal Signore dall’ascesi ispirata dal diavolo».

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