Shantha mette in moto le contadine d'Africa
giovedì 9 luglio 2020

Sono splendide le donne delle campagne di Wedza, nello Zimbabwe, mentre prendono lezione di guida: in sella ai loro snelli veicoli a tre ruote, provano le manovre in larghe spianate di terra battuta. Gli Hamba sono rossi, sferraglianti: davanti sono come una moto, dietro come un capiente carretto. Sono il frutto di una intuizione semplice che si sta rivelando in grado di cambiare un mondo: un veicolo per liberare le donne dall'immane fatica del trasporto – a piedi e sulle spalle – dell'acqua e dei prodotti da vendere al mercato, per coprire rapidamente le distanze dai campi ai villaggi, tra un villaggio e l'altro. Solo una donna – forse – poteva avere questa semplice e rivoluzionaria intuizione.

E questa donna è Shantha Bloemen, un'avventurosa 49enne un po' americana un po' australiana che ha fondato l'impresa sociale Mobility for Africa: motocicli ad energia solare da affidare a piccoli gruppi di contadine. «L'economia rurale africana si basa sulla resilienza delle donne. La prima volta che andai in Zambia avevo 20 anni e vidi la loro immane fatica di caricarsi le damigiane d'acqua sulla testa, lo spreco di energia e di tempo per trasportare a piedi i prodotti da vendere al mercato, le casse che spaccano la schiena... Era un problema, e io, da idealista, volevo risolverlo».

Dopo una sfolgorante carriera ventennale, culminata nel ruolo di responsabile delle Relazioni Esterne per l'Unicef in Asia, Shantha ha deciso di «mettersi in proprio». «Ero stanca di piccoli cambiamenti e di sentire parlare di problemi. Io volevo risolverli», confessa ad Avvenire in una conversazione via Skype dal Sudafrica. E il cambiamento arriva con Mobility for Africa, impresa sociale registrata nello Zimbabwe, dove Shantha vive con il marito e un figlio 14enne. «In Cina ogni persona ha la sua bicicletta, spesso elettrica, e questo la rende indipendente. Perché in Africa no? Molti mi dicevano che le donne africane sono troppo povere per potersi pagare un servizio di trasporto».

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Un problema, una soluzione: Shantha importa i componenti dalla Cina e in Zimbabwe assembla gli Hamba, e anziché venderli li affida con lo strumento del microcredito a gruppetti di donne. «Oggi abbiamo 38 gruppi, ciascuno composto da 3 donne. Ogni gruppo ha il suo Hamba e un progetto economico su cui lavorare insieme, grazie al quale contano di migliorare la vita della propria famiglia. Presto i gruppi diventeranno 70. Gli usi sono principalmente tre: trasportare i prodotti agricoli da vendere al mercato; taxi driver per il villaggio ad esempio per accompagnare i malati o le partorienti in clinica oppure i bambini a scuola; vendita ambulante di prodotti come il pane o le uova».

Disporre di un mezzo di trasporto economico e a bassa manutenzione libera tempo da dedicare alla creazione di reddito, solleva dalla fatica, sprigiona risorse e spirito di iniziativa. Inoltre «possedere un Hamba, e dimostrare di saperlo guidare, indirettamente dà potere alle donne: quando c'è un funerale o una Messa, gli uomini devono chiedere a loro un passaggio... », sorride Shantha Bloemen. E c'è un impatto sociale altissimo. Si è calcolato che per ogni donna che usa la moto elettrica per implementare un'attività economica, 10 persone ne traggono beneficio: lei, il marito, i figli in un numero medio di 4, e i genitori di entrambi i coniugi. Mobility for Africa è anche una start up green – gli Hamba funzionano a energia solare – e su questo conta per attrarre investitori e allargare il raggio d'azione.

Non tutto è facile, non tutto è rapido: «Quando lavori in comunità rurali, devi creare fiducia, lasciare il tempo alle donne perché imparino a guidare il veicolo. Ci vuole tempo, ma la mobilità sostenibile al femminile è la mia scommessa per lo sviluppo dell'Africa».

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