Santos Cunha, dal Brasile i solenni Responsori della Settimana Santa
domenica 9 aprile 2006
Seguendo un antico rituale, i brani che compongono il cosiddetto Ufficio delle Tenebre sono da cantarsi al calare della notte della vigilia di Giovedì, Venerdì e Sabato Santo, dopo che i ceri disposti sull'altare vengono spenti uno dopo l'altro durante l'intonazione dei salmi, lasciando l'assemblea nel buio quasi completo (in tenebris): una sola candela rimane infatti accesa ed è quella che raffigura Cristo. Si tratta di uno degli appuntamenti liturgici più intensi e solenni della Settimana Santa, a simboleggiare il progressivo calare dell'oscurità sulla Terra durante la crocifissione e la deposizione di Gesù nel sepolcro. Da tempo immemore la forma musicale e devozionale dei Responsoria è chiamata a rievocarne la forte carica suggestiva e di partecipazione emotiva, attraverso una sequenza di testi principalmente tratti dal racconto della passione del Vangelo secondo Matteo e dalle profezie di Isaia; canto e preghiera si sono così intrecciati nei diademi polifonici dovuti al genio di Tomás Luis de Victoria, Orlando di Lasso, Carlo Gesualdo da Venosa, Ludovico da Viadana e Marc'Antonio Ingegneri, attraverso opere che hanno in qualche modo rappresentano il modello di riferimento a cui centinaia di sconosciuti musicisti si sono rivolti per dar vita ai propri lavori artigianali, talvolta strappati all'oblio da qualche provvidenziale incisione discografica. Quella firmata dall'ensemble vocale e strumentale Turicum e dai direttori Luiz Alves da Silva e Mathias Weibel riporta alla luce i Responsorios para o Officio da Sexta-Feira Santa del compositore portoghese Antonio dos Santos Cunha, le cui scarsissime notizie biografiche risalgono tutte al periodo compreso tra il 1786 e il 1815, quando era attivo nella regione brasiliana di Minas Gerais (cd pubblicato da K617 e distribuito da Ducale). Una celebrazione musicale che non lascia trapelare nulla di particolarmente esotico o tropicale, quanto piuttosto i frutti maturi di un'arte contrappuntistica che oscilla tra spunti barocchi e rococò, in evidente ossequio verso la sublime lezione mozartiana; soffermandosi ai piedi della croce con dignità e tenerezza, rivelando in filigrana la vivacità e il calore di una fede che si alimenta a sentimenti religiosi di autentica spontaneità.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: