Radioamatori e internauti: come cambia la solidarietà
venerdì 29 aprile 2022
Molti anni fa seppi dell'esistenza di una rete spontanea di radioamatori di tutto il mondo attraverso uno di loro, un amico che raccoglieva e smistava le notizie che giungevano da chi si era recato in Olanda al seguito di una gravissima alluvione (uno di questi, un giovane protestante, si vide intitolare poco tempo dopo una piazza, nel paese in cui aveva coraggiosamente operato...), come qualche anno dopo fecero tanti giovani correndo a Firenze a salvare dalle acque dell'Arno i preziosi libri della Biblioteca Nazionale). I radioamatori erano molti ma non moltissimi, e l'etere non ha frontiere... Formavano una specie di confraternita di persone che non si conoscevano direttamente (c'erano anche donne, tra loro, e si parlava di amori a distanza che portavano al matrimonio), ma che godevano nell'interrogare, informare, comunicare e in qualche caso agire, quando qualcuno di loro parlava di difficoltà gravi, per i suoi amici o dalle sue parti. Ci fu anche un film francese, non eccelso, ora in dvd, che fu diretto da un regista di grande mestiere, Christian-Jacque, ma che fu scritto tra gli altri dal grande Clouzot e venne interpretato tra tanti bravi attori minori da un giovanissimo Trintignant, molto prima del Sorpasso. Titolo italiano: S.O.S. Lutezia; titolo originale: Si tous les gars du monde... Si era nel 1956 e il film narrava di un peschereccio francese in acque scandinave, appunto il Lutezia, in cui si scatena un'epidemia da cibo avariato che colpisce molti dei suoi membri e che può essere mortale. Uno dei marinai sa usare bene la ricetrasmittente e può mettersi in contatto con radioamatori di più parti del pianeta, che a loro volta sollecitano tanti personaggi di più parti d'Europa (anche nella Berlino divisa ancora in quattro) e trovano un medico e specialista che, dal Togo!, può fare una diagnosi e indicare la cura... Comuni cittadini recuperano nottetempo un siero dall'Istituto Pasteur a Parigi, e da un aeroporto all'altro, da un radioamatore all'altro, lo fanno arrivare a un aereo che lo farà cadere sul peschereccio, salvando in tempo i pescatori... Una storia edificante, inventata ma suggerita da storie reali – una storia di solidarietà postbellica, infine, bene augurante. Viene facile il paragone con l'oggi, con l'enorme sviluppo delle possibilità di comunicazione non tra un'infima minoranza di radioamatori ma in una massa innumerevole di "comunicanti"
via internet. Ma davvero si sa usare di questa formidabile possibilità, per aiutare chi è in difficoltà per le più diverse ragioni, in un inaudito e, a ben vedere, entusiasmante confronto tra tanti abitanti del pianeta? Sì, talvolta questa possibilità viene usata a fin di bene e serve davvero a qualcosa, nonostante vi si ricorra quasi soltanto per comunicare, con sciocco narcisismo, solo inutili chiacchiere.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: