Quel Dio vicino, che ci viene incontro anche nei nostri tanti deserti dell’anima
martedì 17 gennaio 2023
Un Dio che rimane accanto a noi soprattutto nei momenti in cui ci sentiamo abbandonati da tutti e da tutto in mezzo a un deserto esistenziale. È il Dio di cui ci parla la storia di sant’Antonio abate, uno dei santi più cari alla devozione popolare. La sua esperienza è la testimonianza della vicinanza del Dio di Gesù Cristo a ogni essere umano in ogni luogo, in ogni situazione, anche nel buio dell’anima. «Io ero qui e assistevo alla tua lotta» è la risposta che, secondo il racconto di sant’Atanasio, Dio diede a sant’Antonio, quando quest’ultimo si lamentò delle sofferenze patite durante l’inizio del suo percorso da eremita nel deserto d’Egitto. Nato attorno al 250 a Coma, a 20 anni si ritirò in una spelonca nei pressi del villaggio, per poi trasferirsi sulle rive del Mar Rosso. In quegli 80 anni da eremita alla ricerca di Dio attraverso l’essenzialità, Antonio divenne un punto di riferimento spirituale per i suoi contemporanei. Lasciò il suo romitaggio solo due volte, la prima per andare in soccorso dei fedeli di Alessandria provati dalla persecuzione scatenata da Massimino Daia e la seconda, su invito di Atanasio, per esortare la comunità locale a non seguire le eresie e a rimanere fedele alla corretta dottrina, in particolare ai dettami usciti dal Concilio di Nicea. Morì nel 356 e nell’iconografia tradizionale è rappresentato circondato da donne bellissime, che rappresenterebbero le tentazioni, oppure da animali domestici, in particolare il maiale, di cui è considerato il protettore. Altri santi. San Giuliano Saba, eremita (IV sec.); san Marcello, vescovo (V sec.). Letture. Romano. Eb 6,10-20; Sal 110; Mc 2,23-28. Ambrosiano. Sir 44,1;46,1-6d; Sal 77 (78); Mc 3,22-30. Bizantino. Eb 13,17-21; Lc 7,17-23b. t.me/santoavvenire
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