Assunzione di Maria. Per la natura umana destinazione Cielo


Matteo Liut martedì 15 agosto 2017
Siamo nati per il cielo, ecco perché nel nostro cuore alberga una sete di infinito che ci spinge verso le mete più "alte" fino all'incontro con Dio. Ed ecco perché quella di oggi è una delle solennità liturgiche più care alla devozione popolare: l'Assunzione in Cielo di Maria, infatti, ci ricorda "di che pasta siamo fatti". Solo nel 1950 Pio XII definì il dogma dell'Assunta, ma in realtà questa verità ha accompagnato fin dall'inizio la storia della Chiesa, e oggi continua a suonare profetica alle orecchie del mondo. Se Maria, infatti, arriva a Dio anche con il proprio corpo, allora è chiaro che per diventare santi non è necessario rinnegare la carne e la sua "finitudine". È necessario, anzi, trattare la corporeità come un dono di grazia, un tesoro da rispettare e coltivare con amore perché può avvicinarci a Dio.
Altri santi. San Tarcisio, martire (III sec.); beata Giuliana da Busto Arsizio, religiosa (1427-1501). Letture. Ap 11,19; 12,1-6.10; Sal 44; 1 Cor 15,20-26; Lc 1,39-56. Ambrosiano. Ap 11,19-12,6a.10ab; Sal 44; 1 Cor 15,20-26; Lc 1,39-55.
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