Nelle nostre vite facciamo spazio al canto dell'universo
sabato 26 settembre 2020
Settembre 2020. Come vola il tempo.
Avevamo appena lasciato le ultime onde del mare e già l’ufficio, la casa, il lavoro ci hanno preso fra le loro decise braccia ricordandoci che questa è la vita. Ognuno ha la sua strada da percorrere che spesso facciamo in fretta per renderla più facile o meno pesante. Quante volte seduti alla scrivania o alla guida di una macchina da lavoro ci rammarichiamo di non aver approfittato di quei giorni di pace per godere del silenzio o del canto della natura. Siamo rimasti in mezzo alla gente a fare del chiasso inutile invece di aiutarci con la lettura di qualche buon libro a godere dello splendore della natura, e della ricchezza
che il mondo ci offriva ogni mattino. Eppure è lo stesso mondo di oggi che ci trascina con velocità e con forza al nostro dovere: costruire attorno all’impegno
qualcosa, che
ci dia la ragione di occupare il nostro, anche piccolo posto sulla terra. Scoprire ogni giorno la bellezza della vita: l’aria fredda del mattino che presto scompare dietro le prime rughe del cielo che già si lamenta perché il sole ci mette troppo tempo a salire; aprire le prime foglie stanche del caldo estivo, che cercano il vento che le faccia
cadere. E il canto sottile delle strade che si sentono ancora padrone del loro corso prima dell’affanno che le prenderà sotto il grido d’impazienza nella corsa veloce e rumorosa della quantità di macchine, camion, autobus: tutti con la necessità di non perdere tempo. Allora ci viene in mente che qualcuno deve averci dato un tempo per migliorare la nostra casa: questa palla che corre veloce tra le stelle, che segue ancora un’antica strada, per ora senza sbagliare. E ci fermiamo a guardarle di notte le infinite luci che ci offre l’universo, splendide lampade nell’oscurità del cielo che ci ha da sempre coinvolto nella sua armonia. Una forza al di fuori di noi ci spinge a cercare sempre più lontano il luogo della nostra creazione quasi che la terra non ci sembri sufficiente. Siamo nati nella mente di Dio ci risponde la fede. E allora abbiamo dipinto e descritto la mente di un grande dio tutta fiorita di piccoli angeli dai capelli biondi ché biondo a noi appare il sole. Il calore, la luce, la bellezza che egli regala alle cose fa dimenticare il dolore e le lacrime che ogni giorno ci offre la terra e che dobbiamo sopportare con fede. Ma il cielo ci offre anche pazienza e amore quando non ce ne accorgiamo o pensiamo che sia nostra virtù. Ci dà quei rami verdi degli alberi che fanno luce al nostro cammino, quelle onde del mare in tempesta che ci sembra di volare nell’aria, quel canto degli animali che sembra un grido alla vita e la vista di quel dolce sonno dei bambini quando sono in pace con il mondo. Quando ci sembra che avremmo bisogno di piangere pensiamo a quel turbinio di stelle e di mondi che ancora dobbiamo scoprire che ci volano attorno cercando anche loro la ragione di questa piccola terra che vola nei cieli.
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