domenica 12 agosto 2018
Non si vive di soli libri e allora, specialmente in tempi in cui si legge sempre meno, la libreria Buona Stampa di Bergamo offre “Qualcosa in più”, un motto che non a caso da più di un anno è diventato il suo nuovo nome. “Qualcosa in più” significa destinare gli incassi al sostegno delle missioni e delle fragilità del territorio.
Un nobile scopo che da alcuni giorni viene inseguito anche tramite la vendita di prodotti tipici provenienti dai monasteri e da piccole cooperative. Ci sono le marmellate delle suore trappiste di Vitorchiano, realizzate secondo un'antica ricetta che non prevede conservanti. Ma anche le birre della comunità monastica di Buccinasco, il miele e il cioccolato dell'eremo di Camaldoli. Specialità genuine che prendono per la gola ma giovano anche allo spirito, visto che il ricavato è utilizzato per finanziare opere di bene. Ma non è tutto, perché la libreria diocesana vuole contribuire in modo concreto anche allo sviluppo economico bergamasco, sostenendo soprattutto il terzo settore: per questo ha invitato i piccoli produttori a esporre nei suoi locali.
E i libri? Gli affezionati clienti della libreria possono stare tranquilli: il mercatino solidale non toglie spazio al vasto assortimento di testi teologici, biblici e pastorali. Chi ha fame di cultura continuerà a trovare pane per i suoi denti.
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