domenica 26 gennaio 2003
    a richiesta di inserire nella nuova costituzione dell"UE «la menzione di Dio e delle "radici cristiane"» è giudicata, nel titolo del fondo di Gian Enrico Rusconi sulla Stampa (giovedì 23), una «offensiva religiosa». Passi: ormai siamo abituati a questo aggressivo linguaggio laicista, che non rende meno debolucci i suoi argomenti: «L"Europa ha evidentemente "radici cristiane", ma essa oggi vive politicamente di "ragioni laiche": dalla politica della famiglia al confronto multiculturale». Ci sarebbero molte altre realtà e ragioni, oggi, in Europa e quella religiosa non ne è l"ultima, ma passi anche questo. Però Rusconi non si rende conto che la sua è una rottura con la storia: come se il modo in cui l"Europa vive oggi non avesse radici. Eppure anche la storia è una «ragione laica». Rusconi afferma poi che «la "cultura dei diritti umani", di cui oggi la stessa Chiesa si fa interprete, è frutto laico». Direi che è piuttosto un frutto del cristianesimo e che oggi la «ragione laica» la sta abbandonando: vedi aborto, manipolazioni genetiche, fecondazione artificiale omo ed eterologa, "diritti civili", droga, eutanasia, clonazione, etica utilitaristica o teleologica o "della beneficialità", vale a dire dei fini che non considerano i mezzi eccetera. L"ultimo argomento di Rusconi è la «finzione» di un"«Europa cristiana come fattore identitario comune e solidale», che sarebbe smentito dalla «verità storica, carica di terribili conflitti interreligiosi». Ebbene, proprio questa «verità storica» conflittuale ha avuto come risultato finale il rafforzamento, nei contendenti, delle rispettive convinzioni religiose.Le quali, anche se non riescono a rifondersi in unità, sono tutte, però, cristiane e, dunque, tutte confluenti in quelle «radici» che Rusconi nega. Distrazione?
STORIA E FEDEAncora sul «Gesù storico», vale a dire sul tentativo di differenziarlo, se non di contrapporlo, al "Gesù della fede". Questa volta è l"Unità (giovedì 23) che recensisce il libro di Barbaglio su «Il Gesù ebreo di Galilea», ingolosita dalla possibilità offertale di affermare che «l"annuncio gesuano del regno non ha nulla a che fare con l"annuncio della chiesa», per esempio perché Gesù sarebbe «rimasto all"interno del codice ebraico del puro e dell"impuro». E qui cita Marco 7, 19 (ciò che entra e ciò che esce dal corpo dell"uomo), che dice l"esatto contrario. Il fatto è che, nella logica dell"Incarnazione, cioè di una fede intessuta e vissuta nella storia, è impossibile dividere Gesù in due.
LOGICA DI NOTTECome è logico, Dio si riduce «all"identificazione con l"inconscio». C"è anche un"altra possibilità. Lo dice Piergiorgio Odifreddi, che di logica è addirittura professore e che su Repubblica (sabato 18) spiega come si fa a «vedere chimicamente Dio». Infatti «la tradizione chimica del misticismo si perde nella notte dei tempi [...] Basta la vasca di deprivazione sensoriale», sicuramente usata da Giovanni della Croce, Teresa D"Avila e altri.Se non ne siete convinti, vuol dire che appartenete a quei cinque o sei miliardi di persone le quali, credendo in Dio, non hanno «occhi per vedere e orecchie per intendere». Quelli li ha solo lui, Odifreddi. Che, però, si perde nella notte della logica.
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