venerdì 21 ottobre 2022
Dopo i disastri della prima guerra mondiale, in anni di rivolte che erano insieme artistiche e politiche, sorsero gruppi di giovani che erano insieme teatranti e soprattutto militanti politici, e che amarono definirsi "agit-prop", richiamandosi ai gruppi di agitazione e propaganda proposti da vari partiti rivoluzionari. Dalla Germania di Weimar alla Russia sovietica, dalla Francia del Fronte Popolare agli Stati Uniti del New Deal, ebbero protagonisti di prim'ordine, da Erwin Piscator a Bertolt Brecht in Germania, da Vladimir Majakovskij in Urss a Elia Kazan e Joseph Losey negli Usa, da Rafael Alberti a Miguel Hernandez durante la guerra civile spagnola, fino a Jacques Prévert e il suo "Gruppo Ottobre" al tempo del Fronte Popolare francese. Gruppi di giovani si esibivano, a volte all'improvviso, nelle piazze e nelle strade di città e paesi, recitando sketch ora satirici e ora epici, cantando inni e canzoni che denunciavano ingiustizie e che incitavano alla rivolta. Vi furono, scarsi, anche gruppi di destra ad agitare e propagandare le loro idee, ma si trattò soprattutto di un fenomeno di sinistra, che ebbe una seconda vita negli anni sessanta, al tempo della guerra del Vietnam e delle rivolte studentesche. Il gruppo più noto e "specializzato" di questa seconda stagione fu forse lo statunitense Bread and Puppet, ma erano a loro modo degli agit-prop anche i geniali ragazzi del Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina. In Italia, vi fu anche un gruppo che imitò i Bread and Puppet (Pane e Pupazzi) anche nel nome, il pugliese Pupi e Fresedde. Le forme di questi spettacoli erano simili: sketch prevalentemente comici, dove contava molto la parte dell'improvvisazione adeguata all'ambiente ma spesso con modi e contenuti drammatici quando si trattava di denunciare, per esempio, la disoccupazione e la miseria di una parte della popolazione, e i modi dello sfruttamento capitalistico in fabbrica e nei campi. Molto spesso qualche gruppo di studenti accompagnava le manifestazioni politiche più schierate improvvisando sketch e canzoni senza preoccuparsi di alcuna professionalità ma solo della possibile efficacia dei loro messaggi. Per saperne di più, non mancano gli studi di teatro che hanno ricostruito gli anni più vivaci e i libri dei personaggi maggiori, ma ne segnalo uno che mi piacerebbe veder riproposto, un vecchio Feltrinelli sulla storia di Jacques Prévert e il "Gruppo Ottobre", divertente e istruttivo.
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