La gioia della nuova vita al di là di un bianco strascico di sposa
sabato 28 maggio 2016
Una nipotina si sposa. Ha i capelli scuri tagliati corti a scoprire un viso giovane e felice. Il biancore dell'abito lascia nel breve strascico una luce diffusa come una piccola pioggia al sole. La basilica di Santa Maria degli Angeli sembrò troppo grande e i giovani amici troppo pochi: «Felicità» dicevano abbracciando la nuova coppia mentre fiori e confetti volavano nell'aria. «La felicità è una scelta» scrivevo qualche anno fa nel mio piccolo notes ricordandomi che è necessario ricercarla, costruirla. Ma come? La risposta è in uno scritto di Seneca a Lucilio quando dice che basta «eliminare il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato». Mantenere una serenità d'animo di fronte a ogni avvenimento della vita come nelle sentenze di Epicuro quando si parla dell'amicizia che «percorre tutta la terra, recando a noi tutti l'appello di destarci e dire l'uno all'altro: felice!». Per tutto questo bisogna aver raggiunto un equilibrio interiore, una misura del bene e del male dei propri giorni e un animo sempre aperto alla speranza e alla gioia anche quando c'è il lutto nel proprio cuore. Combattere con le armi della carità e della comprensione per chi sta male, aprire le proprie mani ai giovani, raccontare storie ai bambini perché possano ridere anche nell'abbandono. Quel mattino la giovane sposa sembrava cantare mentre ringraziava per l'affetto che da ogni parte riceveva nell'abbraccio di tutti. Una lunga fila di macchine ci aveva trasportato alle Sibille, dove l'Aniene scorre costretto in una gola dai boschi oscuri, degna cornice ai ruderi dei templi romani che lasciano inventare la propria storia agli sposi mentre tagliano la classica torta di zucchero. Tutto sembra lontano, come non appartenessero alla vita dei nostri giorni, né le guerre, né le distruzioni, né la morte innocente o quel dolore diffuso che passa senza distinzione di colore o di fede lungo il nostro Mediterraneo nei deserti, nelle città, nei villaggi dove niente resta se non le rovine dei poveri accanto a quelle delle glorie antiche. Una umanità che non sa godere del bello e del buono che ci offre la terra, poi dimentica d'amare e coltiva un odio inutile. Allora vorresti chiedere cosa c'è lassù nei cieli dove ci hanno promesso pace e felicità eterna e dove vanno le nostre preghiere, le offerte dei buoni, le pene degli innocenti? Ma la giovane sposa inciampa nel velo e sorride. Lei sa che se vuole potrà un giorno regalare al mondo una nuova vita.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: