domenica 9 dicembre 2007
Ecco un esempio probante della mentalità dei cosiddetti "laici". Ce lo dà il prof. Carlo Flamigni, al momento noto ginecologo e a suo tempo embrione. Su Liberazione (mercoledì 5) il professore insegna al Comitato Nazionale di Bioetica "come redigere un documento": «Dovrebbe privilegiare un paradigma descrittivo, che parta dal principio che non si possono costruire gerarchie delle varie posizioni morali». Questo al fine di «sostenere una pluralità di valori». Infatti, «in un paese laico» non si può «avere la pretesa di possedere la chiave della verità». Perciò il Comitato deve «mostrare come, nella nostra società, su problemi complessi come quelli della bioetica, esistano differenti soluzioni, alcune sostenute da motivazioni razionali, altre francamente inaccettabili». Ma non erano proibite le «gerarchie delle varie posizioni»? Sì, ma facendo salve di quelle di Flamigni & C che, per ragioni ontologiche di "laicità", sono superiori alle altre e in primo luogo alle «inaccettabili» e «aprioristiche interpretazioni relative allo statuto dell'embri-
one». Insomma, poiché «per molti di noi l'embrione non è una persona e il rispetto che gli si deve è molto relativo», chi la pensa diversamente sappia che le sue opinioni sono «inaccettabili». E poi, siccome quel «molto relativo rispetto [...] non lo riguarda direttamente» e ha a che fare solo con «l'attenzione dovuta alle opinioni altrui», che sono «inaccettabili», il rispetto vale zero. Flamigni fa sapere anche quanto segue: «Il principio di precau-
zione», fondamento dell'autentica laicità, «non mi tocca né da vicino né da lontano». Noto, però, che nell'estate del 1932 quando Flamigni era solo un embrione e non una persona, qualcuno l'ha rispettato "toccandolo da vicino".

GALILEI SBAGLIATO
Su La Stampa, stesso giorno, il superlaico Piergiorgio Odifreddi se la prende con Benedetto XVI per l'enciclica "Spe Salvi": l'invito alla speranza " dice " fa cadere «dalla padella delle lusinghe dell'aldiqua reale nella brace dell'attrazione di un aldilà immaginario». A lui piace Galilei, perché aveva «messo alla berlina» le posizioni "scientifiche" di papa Urbano VIII. Così si fa Galileo II e suggerisce al Papa di «informarsi», perché «le verità scientifiche sono assolute e definitive, nell'ambito della propria approssimazione, benché risultino spesso passibili di ulteriori miglioramenti». Modello sbagliato, perché Galilei per primo, ma non per ultimo, dimostrò che la scienza non è mai definitiva. E, a proposito della speranza, le frecciate del "superloico" (direbbe Dante) Odifreddi contro l'eternità sono roba scontata. Un certo Paolo di Tarso, 2000 anni fa, le aveva già previste: "L'uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito" (1Cor 2,14).

DEMOCRAZIA
Liberazione è il quotidiano del partito che vuole rifondare il comunismo e tutti sanno che cosa sono il comunismo e i regimi comunisti. Però il giornale del Prc mercoledì 5 aveva un titolo che diceva: «La democrazia comincia da noi». Ne sono proprio sicuri?
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: