L'«oppio» laico: il richiamo della foresta
mercoledì 18 gennaio 2006
Ieri "Liberazione", copertina e strillo con fotona: "Santiago del Cile. La sfida del nuovo governo. La presidente è divorziata, abortista, non credente"! Programma della neoeletta. Lì sotto Angela Nocioni insiste: Bachelet "divorziata abortista e apertamente non credente"! Che dire?
Da noi scelte religiose e di vita sessuale restino nel privato? Sì, ma se servono sono bandiera e programma. Un cattolico che fa politica va bacchettato, se manifesta la sua fede. Ma è pronta la triplice medaglia al merito "laico" pubblico: "divorziata, abortista e atea". E tutto si tiene. A p. 3 grande intervista. Il cervello di turno, Giovanni De Luna, utilizza il bel libro di Pietro Scoppola per ricordare il primo dovere: "La sinistra riscopra che ha un avversario da combattere". Con proclama: "C'è bisogno, anche se è brutto dirlo, di un nemico", di un "avversario" vero. La destra? No. Elementare: "la Chiesa cattolica"! E tutto si tiene. Perfetta sinergia. Ecco: a p. 6 il vaticanista sa già tutto sull'enciclica sulla "carità", non ancora uscita. Domanda retorica: l'amore "va considerato mezzo per cambiare il mondo"? No! Si deve amare o "fare carità esclusivamente per amore", non "anche per lottare contro l'ingiustizia". Fin dal titolo, e in anticipo sulla pubblicazione, i lettori di "Liberazione" debbono sapere cosa è "la carità secondo Ratzinger". E' il richiamo della foresta. Elementare: riecco l'oppio dei popoli! A proposito, ieri "Il Manifesto"(p. 11) scrive che anche la Chiesa cattolica cilena saluta con favore la vittoria della Bachelet. E quella copertina di "Liberazione"? Oppio per i lettori.
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