Il prete youtuber è diventato cofondatore di un LabOratorium
domenica 2 ottobre 2022
Del suo LabOratorium don Alberto Ravagnani, "prete youtuber", ha cominciato a parlare già a inizio 2021 in un webinar organizzato da "Vino Nuovo" (bit.ly/3RlqBFn ). Anche nei mesi seguenti questo nome torna accanto ad alcune iniziative digitali che lo hanno coinvolto, a Roma e altrove. Potremmo dunque parlare di una lunga gestazione, giacché sul profilo Instagram appositamente creato si dichiara che, come Associazione di promozione sociale, è nata il 13 giugno 2022. E arriviamo al 29 agosto di quest'anno, quando LabOratorium è stato presentato a Loreto, nel corso del primo raduno "Fraternità", in qualità di organizzatore dell'evento (ne ha ampiamente riferito Danilo Poggio qui su "Avvenire" bit.ly/3RpZjxu ). Per saperne di più è sufficiente visitare i cinque post pubblicati sul già citato profilo Instagram ( bit.ly/3rC55lz ); per approfondirli c'è naturalmente anche un sito ( bit.ly/3y5jLgw ).
Questa di Ravagnani non è impresa solitaria; la condivide con altri nove qualificati «soci fondatori»: Luca Bernabei; Paolo De Nadai; don Luigi Maria Epicoco; Matteo Fiocco; Giulio Gaudiano; Rosa Giuffrè; Francesco Lorenzi; fra Roberto Pasolini; Silvia Tabasso. L'intuizione originaria è contaminare attraverso il digitale il modello dell'oratorio, «in cui si sta insieme online e dal vivo si cresce, ci si diverte e ci si forma». Di qui il fine dell'Associazione – porsi «al servizio dei giovani che vogliono avere una voce nel mondo digitale e nei media» –, declinato su quattro obiettivi: «La promozione del protagonismo giovanile nella comunicazione digitale»; l'offerta ai giovani della «possibilità di stare insieme per creare progetti di comunicazione»; la «realizzazione di spazi e strumenti comuni nei quali promuovere la formazione dei ragazzi»; la «prevenzione per un uso consapevole dei social e degli strumenti di comunicazione». Nel post del 21 settembre don Ravagnani traduce tutto ciò in parole ancor più "social": «Il mondo è cambiato», il digitale «ha relativizzato spazio e tempo, le community hanno stravolto il principio di autorità, il linguaggio si è fatto più fluido». Il Vangelo, l'arte cristiana e le cattedrali continuano a essere insuperabili, ma «al mondo di oggi vanno comunicati in maniera diversa». Nel logo tutto ciò diventa un pesce wi-fi, posto dentro un fumetto e sormontato da un'aureola.
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