Il coraggio di difendere l’autentica fede quando la politica tenta di manipolarla
giovedì 18 maggio 2023
Non c’è da stupirsi se il Vangelo in qualche modo s’intreccia con la politica: la pedagogia dell’incarnazione ci educa a pensare alla fede come una forza in grado di cambiare la storia, nel nome di un Dio che ha condiviso in tutto la nostra condizione, tranne che nel peccato. Non dobbiamo smettere di scandalizzarci, invece, quando è la politica a voler deformare il messaggio del Risorto per difendere propri interessi e vantaggi. Un richiamo a cui oggi ci rimanda la storia di san Giovanni I, Papa dal 523 al 526 e venerato come martire, testimone coerente che non si lasciò usare per gli scopi politici del re degli Ostrogoti, Teodorico. Toscano d’origine, Giovanni fu scelto come Pontefice in età avanzata; Teodorico, ariano, lo costrinse a recarsi a Bisanzio, alla guida di una delegazione di cui facevano parte legati romani ma anche alcuni vescovi come quelli di Fano, di Ravenna e di Capua, per chiedere la restituzione agli ariani d’Oriente delle chiese che erano state loro sequestrate dall’imperatore Giustino, difensore dell’ortodossia. Il 19 aprile 526 Giovanni fu il primo Papa a celebrare la Pasqua a Costantinopoli, ma al ritorno, avendo scelto di non soddisfare le richieste del re che l’aveva mandato, fu incarcerato a Ravenna dove morì pochi giorni dopo, il 18 o 19 maggio 526. In seguito le sue reliquie vennero traslate nella Basilica di San Pietro. Altri santi. San Dioscoro di Alessandria, martire (III-IV sec.); sant’Erik IX, re di Svezia (XII sec.). Letture. Romano. At 18,1-8; Sal 97; Gv 16,16-20. Ambrosiano. Ascensione del Signore. At 1, 6-13a; Sal 46 (47); Ef 4,7-13; Lc 24,36b-53. Bizantino. At 1,1-12; Lc 24,36-53. t.me/santoavvenire
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