I suoi «esercizi», cammino per cogliere la vita di Dio
sabato 31 luglio 2021
Esercitare l'anima per saper cogliere la presenza di Dio e quindi mostrare al mondo i frutti di questa ricerca incessante: è l'invito che ci lascia sant'Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti. Era nato ad Azpeitia nella provincia basca di Guipúzcoa nel 1491 ed era il minore di 13 figli, otto maschi e cinque femmine, di una famiglia impegnata a servire i re cattolici di Castiglia. Nel 1506 rimase orfano e venne mandato nella città di Arévalo per essere istruito nelle arti cavalleresche. E la sua vita fu proprio quella di un cavaliere, finché non rimase ferito a una gamba a Pamplona. Durante la convalescenza, grazie a delle letture spirituali, cominciò un cammino di conversione religiosa e di "progettazione spirituale". Forte della sua esperienza militare decise di mettere quella disciplina al servizio di Cristo e della vita della Chiesa nel mondo. La sua formazione si compì tra Spagna e Francia. Scrisse alcune regole - poi confluite negli Eserczi spirituali - e nel 1534 assieme ad alcuni compagni diede vita a Parigi al primo nucleo di quelli che sarebbero poi diventati i Gesuiti. Nel 1537 fu ordinato prete a Venezia. Ignazio, morì nel 1556 a Roma, 16 anni dopo l'approvazione della sua Compagnia.
Altri santi. San Calimero di Milano, vescovo (III sec.); san Giustino De Jacobis, vescovo (1800-1860).
Letture. Romano. Lv 25,1.8-17; Sal 66; Mt 14,1-12.
Ambrosiano. Nm 22,41-23,10; Sal 97 (98); Gal 3,13-14; Mt 15,21-28.
Bizantino. Rm 15,30-32; Mt 17,24-18,4.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI