I duetti per voce sola di Marco Beasley
venerdì 3 gennaio 2014
Dovrebbero essere due i solisti del disco Cantate Deo, che raccoglie alcuni dei duetti più appassionanti del repertorio sacro di epoca barocca, ma in copertina compare solo il nome di Marco Beasley. Già, perché il cantante italiano ha deciso di affidarsi alla tecnica della sovraincisione e di affrontare da solo le curve pericolose di alcune pagine che riportano alla luce l'arte sopraffina di maestri come Ignazio Donati, Alessandro Grandi, Giovanni Felice Sances e il sommo Claudio Monteverdi.Al suo fianco i fedeli strumentisti dell'ensemble Accordone diretti al clavicembalo da Guido Morini; sul leggio i brani con cui Beasley intende offrire testimonianza della grande rivoluzione in atto durante i primi decenni del Seicento, quando la nascita del melodramma e la definitiva consacrazione della monodia accompagnata hanno inaugurato percorsi inediti anche nel campo della musica da chiesa.Il tenore si avventura in un gioco di specchi in cui si riflettono la forza ammaliatrice e il timbro adamantino della sua voce, ma anche la sua capacità di interiorizzare in profondità la forza espressiva dei sacri testi. Nella convinzione che non possa esistere interprete migliore di se stesso per duettare «a voce sola, in dialogo», come riporta l'enigmatica indicazione in partitura del mottetto Jubilet tota civitas di Monteverdi: sigillo d'autore che rende ancora più affascinante questa sfida canora.Marco Beasley / AccordoneCantate DeoAlpha / Sound and Music​​​
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