Povertà e martirio come cifra della fede
giovedì 14 gennaio 2021
Sono ancora molti oggi i cristiani in tutto il mondo che subiscono violenze a causa della loro fede e sono ancora di più coloro che subiscono altre forme di persecuzione – meno evidenti ma non per questo meno dolorose – solo perché credenti: tutti, sia coloro che perdono la vita a causa del Vangelo, sia chi subisce ferite "interiori", vivono in qualche modo l'esperienza del martirio. Ecco perché san Felice da Nola, sacerdote vissuto a cavallo tra il III e il IV secolo, pur non essendo morto a causa delle persecuzioni venne da subito venerato come martire. Era un collaboratore del vescovo di Nola, Massimo, che fu costretto a fuggire a causa delle violenze anticristiane dell'Impero romano. Felice, invece, fu catturato e torturato ma, secondo la tradizione, venne liberato miracolosamente e portato dal suo vescovo. Sfuggito a una seconda cattura, nel 313 poté tornare a Nola, naturale candidato alla cattedra episcopale. Egli però rifiutò, preferendo vivere in povertà fino alla morte. La sua storia è giunta fino a noi grazie al racconto di san Paolino da Nola.
Altri santi. Beato Oddone di Novara, monaco (1100-1198); beato Odorico da Pordenone, sacerdote (1265-1331).
Letture. Romano. Eb 3,7-14; Sal 94; Mc 1,40-45.
Ambrosiano. Sir 43,33-44,14; Sal 111 (112); Mc 1,35-45.
Bizantino. Eb 10,32-38; Lc 12,32-40.
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