Evitare i troppi anglicismi รจ questione di educazione

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April 13, 2023
Si รจ molto parlato dellโ€™in-tenzione della destra politica italiana, con una proposta di legge, di multare nel prossimo futuro lโ€™uso immotivato di parole inglesi nei documenti della pubblica amministrazione. La cosa ha immediatamente provocato scandalo e beffarda ilaritร  nella sinistra. Ecco di nuovo, si dice, il nazionalismo fascista con i suoi anacronismi, il suo autoritarismo indecente, il suo volto ridicolo e provinciale, conservatore, reazionario e culturalmente sprovveduto. In queste accese e soddisfatte reazioni nellโ€™opinione di sinistra cโ€™รจ qualcosa di comprensibile, ma anche qualcosa di dogmatico. Multare o non multare, lโ€™uso immotivato di termini inglesi, o comunque non italiani, รจ una questione di appropriatezza e di decenza. Come sanno non solo i linguisti, ma anche i comuni parlanti, esistono problemi di contesto nellโ€™uso appropriato del lessico. Il contesto detta o suggerisce lโ€™opportunitร  nelle scelte lessicali. Se il contesto รจ quello della comunicazione delle istituzioni statali rivolta ai cittadini, non รจ forse โ€œgiustoโ€ che lo stato italiano parli ai cittadini italiani evitando termini inglesi? Ai raffinati di sinistra non andrebbe forse detto che รจ un poโ€™ โ€œda cafoniโ€ che un sindaco, nellโ€™esercizio del suo ruolo, dica โ€œlocationโ€ e โ€œhappy hourโ€ invece che โ€œluogoโ€ e โ€œora dellโ€™aperitivoโ€? Sarebbe appropriata una circolare ministeriale in cui si parli di โ€œdriversโ€, di โ€œrunnersโ€, di โ€œteachingโ€? Sembra ormai inevitabile dire โ€œday hospitalโ€, โ€œtrainingโ€, โ€œperformanceโ€ (spesso pronunciata con lโ€™accento sbagliato) e โ€œcheck-inโ€. Ma per esempio non sarebbe stato meglio, anni fa, tradurre subito con โ€œdifferenzialeโ€ o โ€œscartoโ€ il famigerato termine di โ€œspreadโ€? La diffusione del lessico inglese รจ un fenomeno dโ€™epoca inarrestabile perchรฉ รจ imposto da potenze senza volto contro cui siamo diventati impotenti: economia, tecnologia, globalizzazione. Eppure, per rispetto dei vecchi e dei bambini, non sarebbe piรน educato e piรน educativo tradurre in italiano le paroline inglesi di moda ogni volta che si puรฒ e che non risulti troppo goffo? Il lessico italiano sembra essere al suo tramonto. Il giornalismo televisivo e internet non aiutano certo a tenerlo in vita e in buona salute. Piรน di mezzo secolo fa il linguista Tullio De Mauro lodรฒ la televisione perchรฉ aveva unificato linguisticamente lโ€™Italia aiutandoci a parlare italiano. Oggi ci aiuta invece ad accogliere immediatamente termini inglesi non necessari e a dire โ€œoccheiโ€ abolendo il โ€œsรฌโ€, di cui nessuno ha piรน memoria. Lโ€™Italia non รจ piรน il ยซbel Paese laโ€™ dove โ€˜l sรฌ suonaยป, come diceva Dante (Inferno, XXXIII). ยฉ riproduzione riservata

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