Collana di perle (non preziose) con soliti «prete-sti» infondati
giovedì 31 gennaio 2019
Tre perle non proprio preziose ieri su "Libero". A p. 3 "l'analisi" sul tema immigrati tra terra e mare: «È un'accusa politica. Ma il leader della Lega ha solo difeso lo Stato»! Libera opinione, ma parlare di «difesa dello Stato» quando "l'offesa" sarebbe a qualche decina di uomini, donne e bambini vittime di fame, povertà e torture in cerca di accoglienza pare una forzatura che "parla alla pancia", non proprio verità. Segue un'altra perla, più piccola ma affogata in un ampio pezzo a p. 15: «Il vescovo antisocial: "Preti, basta Facebook!"» Con sommario: «Da Bologna monsignor Luppi (sic! ndr) bacchetta i sacerdoti»! A parte il fatto che si tratta di monsignor Zuppi, è fuori posto azzardare quel «bacchetta» proprio il giorno dopo che papa Francesco a Panama ha ricordato ai vescovi il loro legame di affetto, cura e tutela per i loro preti elogiando gli strumenti veri del loro ministero: sacramenti e preghiera. E allora siamo al solito "prete-sto", parlar male di preti e dintorni va sempre bene.
E ancora, sempre "Libero" – terza perla – (p. 1 e int.): «Rapporti tra Stato e Chiesa. Il Concordato non finisce mai di far discutere». Scrive Vittorio Feltri, che riesce a non far sue (almeno per questa volta) certe tirate anticlericali ormai da museo, di un convegno a Roma in chiave anticoncordataria (tre obiettivi: Religione a scuola, 8 per mille e imposte sugli immobili). Evita di entrare nel merito, ma esordisce ricordando che il Concordato «indusse Pio XI a definire Mussolini "uomo della Provvidenza"». No! Pio XI disse «uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare». Molto diverso: "uomo della Provvidenza" sarebbe lui, Mussolini, mentre «uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare» si può dire di tanti che incontrarono Pio XI, lontano anni luce da qualsiasi simpatia per il fascismo, per ragione e per cristiana coscienza...
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