venerdì 10 gennaio 2003
Lacune sospette, in pagina. Ieri, giovedì, questo giornale ha pubblicato, p. 26, a proposito di Tv, una dichiarazione di Enzo Biagi, che "ci ha ripensato": "Non sono stato buttato fuori. Con la Rai ho raggiunto, di mia iniziativa un accordo pienamente soddisfacente". Notizia freschissima. L'Ansa l'aveva battuta mercoledì alle 20,13. E "Avvenire" l'ha pubblicata. Malpelo l'ha cercata, invano, su "Unità", "Manifesto" e "Liberazione". Non c'era, salvo errori e/o omissioni: mie. Eppure i tre fogli suddetti hanno riempito pagine, per mesi, su Biagi cacciato, Biagi censurato, Biagi umiliato. Neppure una riga. Mancanza di spazio? Difficile a sostenersi. Per esempio al "Manifesto" - il più insistente sul tema, a firma della Norma Rangeri - lo spazio c'era. Infatti ha pubblicato, sempre ieri, per due volte la notizia del ritiro delle dimissioni in massa dei Rettori delle Università. A p. 6, 18 righe: "Armistizio dei rettori"; a p. 11, 26 righe: "Tornano i rettori". E allora? Censurato Biagi? Da "Unità", "Manifesto" e "Liberazione"? Questa anche è una notizia. O no? Chiudiamo in gloria, bipartisan. Sempre ieri, sul "Foglio", rubrica "Sacri Palazzi", sulle cose vaticane, qualcuno ha voluto strafare. Parlando di un ex canonico anglicano diventato cattolico, e ora anche vescovo, si scrive che "è il primo anglicano a diventare vescovo dai tempi di John Henry Newman, che si convertì al cattolicesimo nel 1845". Ma a Malpelo non risulta che Newman, creato cardinale da Leone XIII con grande sorpresa di molti, sia mai stato vescovo. Altra lacuna, stavolta piccola. E senza malizia.
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