martedì 28 gennaio 2003
"Lezioni" cattive, alte, sbagliate. "La lezione di Georges Simenon" ("Sette", 18/1): Francesco Merlo riassume il verbo del grande romanziere: "Per lui si esce dalla mediocrità della vita attraverso il crimine (o l'amore). Siamo tutti criminali in potenza. Non commette crimini solo chi non ne ha il coraggio. I peggiori sono gli onesti". Apologia del delitto? Leggi e ti chiedi se scherza. Non pare. Alla lezione "alta" provvede maestoso Sergio Romano ("Panorama" 30/1: "La diplomazia della Chiesa"): "Quando le Potenze europee alla fine dell'800 si spartirono l'Africa, la Santa Sede giunse alla conclusione che il colonialismo offriva una straordinaria occasione alla sua missione apostolica e salì sul treno dei colonizzatori... Quando comunismo e nazismo divennero le ideologie più minacciose... la Santa Sede decise che Stalin era peggio di Hitler". Sicuro, ma con qualche buco storico. Tutte le missioni evangelizzatrici antecedenti all'Ottocento? Matteo Ricci e Francesco Saverio, per esempio? Alla "fine dell'800" Propaganda Fide aveva già tre secoli e passa... Per la seconda lezione, e stando al gioco: il vero duello Santa Sede-Stalin fu posteriore alla fine di Hitler e del nazismo... E allora? Allora la prima parola scritta grande, su "Panorama" stesso, dopo la "lezione" del prof. Romano è "Pinocchio" (p. 27). Parrebbe una firma. Da ultimo ancora "Sette" (18/1): parla bene di Stefano Ceccanti, studioso di riforme istituzionali, e scrive che fu "presidente della Fuci, incarico che fu, tra gli altri, di Giovanni Battista Montini (Paolo VI) e Aldo Moro". No. Montini fu "assistente" della Fuci, mai "presidente"...
© Riproduzione riservata