Carbonaccio nero e bipolare, nella calza
venerdì 6 gennaio 2006
Malpelo sempre di testa sua. "Inaccettabile l'intreccio tra politica e affari!" Perentorio il presidente del Consiglio: politico e uomo d'affari. Da sbalordire chi sa ancora meravigliarsi, perché usa pensare in proprio. E che perciò si meraviglia anche della ribellione nei confronti del duo Fassino-D'Alema perché il partito risulta vicino alle Coop e alla loro compagnia di assicurazioni Unipol. Strilli da fuori e da dentro: sì, niente di penalmente rilevante, ma che vergogna! "Sull'Unità e in rete parte il dibattito: 'smarrita la lezione di Berlinguer!'" ("Repubblica", 4/1). Nostalgia di Enrico Berlinguer e del suo rigore etico economico finanziario? A Malpelo, che cita il Salmo, "pare di sognare". È stranoto che le Coop siano da sempre vicine al Pci-Pds-Ds. Va da sé che i segretari di quel partito vogliano essere al corrente del loro cammino e lo dicano anche al telefono. Scandalo giusto per gli affari irregolari, ma la cosa è ben diversa" In realtà la vera stranezza è altra. Primo, che la nostalgia del Pci di allora si manifesti ora su un problema del genere, quando almeno per qualche anno anche ai tempi di Berlinguer c'erano legami finanziari: con Mosca. Secondo e di più, che va ricordato che il Pci di Berlinguer ebbe i massimi successi politici a Roma e in Italia, fino al 35% dei voti, a partire dalla chiara comprensione dell'importanza di dialogo e rispetto per Chiesa e cattolici. Ma oggi di questa comprensione non appare alcuna nostalgia, in pagina e nell'etere. Anzi. Che dire? Guardando al futuro: chi è causa del suo mal" Se ne riparla.
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